Il messaggio con un chilo di esplosivo: protezione rafforzata per Sigfrido Ranucci dopo l’attentato (VIDEO)

Dopo l’esplosione, scatta la protezione speciale per il giornalista di Report

Il messaggio a Sigfrido Ranucci firmato forte e chiaro: è stato firmato con un chilo di esplosivo. La protezione del giornalista è stata immediatamente rafforzata. Ora gli investigatori stanno scandagliando tutte le inchieste più scottanti per risalire agli autori dell’attentato de cronista di punta e del conduttore di Report.

Attentato a Pomezia, scatta la protezione speciale per il giornalista di Report

Il chilo di esplosivo è stato sistemato con cura tra due vasi, all’esterno della villetta del giornalista a Campo Ascolano, a Pomezia.

Un ordigno rudimentale ma potenzialmente letale, che non ha lasciato dubbi sulla sua natura intimidatoria.

Ora, dopo la deflagrazione che ha distrutto l’auto di Ranucci e danneggiato altri veicoli, la scorta è stata rafforzata e la Procura di Roma ha aperto un’indagine affidata alla Direzione distrettuale antimafia. (Nel video l’arrivo del magistrato Giulia Guccione). L’ipotesi principale resta quella dell’intimidazione legata al lavoro giornalistico.

Un ordigno artigianale, ma non improvvisato

Le prime analisi tecniche dell’Arma dei Carabinieri, che conducono le indagini coordinate dalla DDA, indicano che si è trattato di un ordigno artigianale non attivato a distanza né con timer.

Il sospetto è che sia stato posizionato con la miccia già accesa, un dettaglio che lascia intendere una certa spregiudicatezza da parte degli attentatori: chi ha piazzato la bomba si è dovuto avvicinare all’abitazione e agire con tempi calcolati, pur sapendo di rischiare l’individuazione o, peggio, un’esplosione prematura.

Secondo fonti investigative, l’esplosivo potrebbe essere di tipo civile, forse reperibile in ambito agricolo o edile, ma ancora non è chiaro se siano stati utilizzati acceleranti o altri componenti per aumentare la potenza.

La deflagrazione è stata comunque tale da distruggere completamente l’autovettura di Ranucci e da essere udita a centinaia di metri di distanza. Il giornalista ha riferito che il boato è stato registrato in diretta da alcuni passanti che stavano usando il telefono: un dettaglio ora al vaglio degli investigatori, che stanno cercando immagini e suoni utili anche da videocamere private nella zona.

Protezione rafforzata per Ranucci

Dopo l’attentato, è scattato l’innalzamento immediato del livello di protezione per Sigfrido Ranucci. È stata disposta l’assegnazione di un’auto blindata e di una vigilanza dedicata, con una valutazione continua del rischio. Il giornalista, noto per la conduzione di Report e per le numerose inchieste su corruzione, criminalità organizzata e poteri deviati, era già destinatario di minacce e pressioni in passato, ma questo attentato segna un’escalation mai vista prima.

L’anno scorso fuori casa dei proiettili, l’attentato alle 22.17

Le minacce? C’à una lista infinita di varia naturaha spiegato Ranucci dopo aver presentato formale denuncia – Di tutto ciò ho sempre informato l’autorità giudiziaria. E anche i ragazzi della scorta hanno sempre fatto debito rapporto. Mi sento abbastanza tranquillo però, perché lo Stato e le istituzioni mi sono sempre state vicine in questi mesi.

Certo c’è stato un salto di qualità preoccupante perché l’ordigno è stato piazzato proprio davanti casa.

L’anno scorso abbiamo trovato dei proiettili, di cui non ho mai parlato in maniera pubblica. E sempre vicino casa sono state notate spesso persone che osservavano.

Il boato è stato molto molto forte. I carabinieri sono riusciti ad avere l’audio di persone che stavano registrando col telefonino in quel momento: erano le 22.17”.

Le autorità stanno passando al vaglio proprio i casi trattati recentemente dalla trasmissione di Rai 3, in cerca di piste concrete: mafia, corruzione nei servizi pubblici, traffici internazionali, e poteri occulti. Tutti ambiti in cui un’inchiesta può toccare nervi scoperti.

Una bomba che parla: “Non fermarti”

Il messaggio con un chilo di esplosivo: protezione rafforzata per Sigfrido Ranucci dopo l’attentato (VIDEO) 1
I resti dell’auto del giornalista Ranucci

In ambienti investigativi si fa largo l’idea che l’attentato non avesse l’obiettivo di ferire, ma di lanciare un messaggio chiarissimo: colpire un simbolo della libertà di stampa nel suo spazio più personale — la casa, l’automobile, la notte — per intimidire e ammonire. Non un avvertimento generico, ma un segnale chirurgico, firmato con un chilo di esplosivo. Eppure, se lo scopo era far tacere Ranucci, il messaggio sembra aver avuto l’effetto contrario.