Ranucci denuncia l’attentato ai carabinieri di Pomezia: “Non mi farò intimidire” (VIDEO)

Sigfrido Ranucci presenta denuncia ai Carabinieri per l’attentato subito. Solidarietà da Rai e Usigrai

Sto entrando ora nella stazione dei carabinieri per denunciare quanto accaduto“: il giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci ha annunciato la sua denuncia formale dopo l’attentato subito la scorsa notte, quando un’esplosione ha distrutto la sua auto e quella della figlia, parcheggiate davanti casa, a Campo Ascolano, Pomezia.

Sigfrido Ranucci presenta denuncia ai Carabinieri per l’attentato subito. Solidarietà da Rai e Usigrai

La scelta di denunciare pubblicamente l’accaduto conferma la volontà del giornalista di non piegarsi alle intimidazioni. Le autorità stanno intanto indagando sulla dinamica e sulla matrice dell’attacco, considerato un atto intimidatorio legato al suo lavoro d’inchiesta.

Intanto, attorno a Ranucci si è stretto un coro di solidarietà da parte delle istituzioni e del mondo dell’informazione. Il presidente facente funzioni della Rai, Antonio Marano, insieme al Cda, ha parlato di “attentato vile” e ha ribadito che “nessuna minaccia fermerà il dovere del Servizio Pubblico di raccontare la realtà”.

Piena solidarietà

Anche l’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi, ha condannato duramente l’atto:“Ogni tentativo intimidatorio contro chi lavora per un’informazione libera è un attacco al Servizio Pubblico e alla democrazia”.

Sulla stessa linea il sindacato dei giornalisti Rai, Usigrai, che ha definito l’episodio “spaventoso” e un ritorno a “anni bui”. In una nota, l’esecutivo ha espresso vicinanza a Ranucci e alla sua famiglia, sottolineando come poco prima dell’esplosione fosse passata vicino all’auto la figlia del giornalista. “Siamo certi che né Sigfrido né i colleghi di Report si lasceranno intimidire. Saremo sempre al loro fianco”, ha dichiarato Usigrai, che ha anche denunciato il clima ostile verso il giornalismo d’inchiesta e la riduzione di spazi editoriali dedicati a Report all’interno del palinsesto Rai.

Le indagini proseguono, mentre la denuncia presentata da Ranucci segna un passo deciso verso la richiesta di verità e giustizia. E un messaggio chiaro: il giornalismo libero non si piega alla paura.