Caso Simona Bortoletto, Maggetti interrogato di nuovo: focus sull’alcol e sui momenti prima dell’incidente

Caso Simona Bortoletto: l’amico aveva bevuto prima di mettersi alla guida. Gli inquirenti vogliono chiarire se si sia trattato davvero di un tragico incidente o se dietro ci sia altro

Cristiano Maggetti e Simona Bortoletto

Un nuovo interrogatorio per chiarire ciò che resta ancora avvolto nel buio. A pochi giorni dalla morte di Simona Bortoletto, travolta e uccisa mentre camminava a bordo strada a Isola Sacra, gli inquirenti hanno convocato nuovamente Cristiano Maggetti, il 34enne che si trovava alla guida dell’auto che ha investito la donna.

Caso Simona Bortoletto: l’amico aveva bevuto prima di mettersi alla guida. Gli inquirenti vogliono chiarire se si sia trattato davvero di un tragico incidente o se dietro ci sia altro

Non si tratta solo di un approfondimento procedurale. Il nuovo confronto con l’indagato, accusato di omicidio stradale, punta a fare luce su almeno due elementi-chiave dell’inchiesta: il ruolo dell’alcol e la sequenza degli eventi immediatamente precedenti all’impatto.

Il bicchiere di troppo: quanto ha influito?

Secondo i primi rilievi, Maggetti non era ubriaco, ma presentava un tasso alcolemico comunque superiore al limite consentito.

Non un dettaglio secondario, secondo la procura. In un contesto già segnato da una lite – sembra confermata, almeno in parte, dalle parole del figlio della vittima – anche un lieve stato di alterazione può fare la differenza, soprattutto in fase di guida, a tarda sera, in una zona scarsamente illuminata.

L’obiettivo degli inquirenti è capire quanto quella condizione possa aver inciso sulla capacità di Maggetti di reagire in tempo o, al contrario, se abbia avuto un peso in una dinamica diversa da quella dell’incidente casuale.

Un’uscita da chiarire

Secondo la sua prima versione, Maggetti sarebbe uscito in auto per acquistare le sigarette, pochi minuti dopo che Simona aveva lasciato casa sua insieme al figlio. Lei a piedi, lui in auto. L’impatto in un istante.

Nel nuovo interrogatorio, i magistrati vogliono ricostruire con precisione il motivo dell’uscita, gli spostamenti reali dell’auto, e soprattutto chiarire il momento dell’urto, anche alla luce di quanto emerso dai primi accertamenti tecnici.

Il 34enne aveva dichiarato a Rai 1 con “La Vita in diretta”:Non lo so se si è buttata per salutare, è stato un secondo”.

Ma i dubbi restano, e con essi la necessità di verificare eventuali incongruenze con i dati oggettivi, come i tracciamenti GPS, le frenate, le telecamere, le telefonate.

Un profilo sotto osservazione

Maggetti è una figura già nota alle forze dell’ordine: da oltre un anno era sottoposto al braccialetto elettronico per una denuncia di maltrattamenti da parte dell’ex compagna.

Anche questo aspetto, secondo fonti investigative, non sarà ignorato. Il sospetto è che l’episodio possa non essere un semplice incidente, ma l’epilogo violento di una discussione sfociata in tragedia.

A rafforzare i dubbi, ci sono le parole del piccolo Alessandro, 8 anni, figlio di Simona, che subito dopo l’incidente avrebbe detto “Mamma e Cristiano hanno litigato».

La procura non esclude nulla

Il procuratore capo di Civitavecchia, Alberto Liguori, ha deciso di seguire il caso in prima persona. Segno che l’inchiesta potrebbe cambiare direzione, a seconda dell’esito dell’interrogatorio e dei nuovi riscontri tecnici.

In parallelo, si attendono i risultati definitivi degli esami tossicologici, che potrebbero chiarire ulteriormente le condizioni psicofisiche dell’indagato al momento del fatto.

L’uomo resta a piede libero con l’accusa di omicidio stradale