Morte di Simona Bortoletto: nessuna misura cautelare per il conducente

Simona Bortoletto travolta da un’auto mentre camminava col figlio: l’autista è accusato di omicidio stradale in stato di libertà. Rabbia e dolore a Isola Sacra e a Focene

Simona Bartoletto

Forse una distrazione al volante, o la velocità eccessiva. Il 36enne al volante della Smart che l’altra sera ha travolto e ucciso a Isola Sacra Simona Bortoletto, la 35enne che teneva per mano il suo bambino, non scattano misure cautelari. Solo una denuncia per omicidio stradale, anche se la vicenda sembra mostrare diverse ombre sulle quali fare luce.

Simona Bortoletto travolta da un’auto mentre camminava col figlio: l’autista è accusato di omicidio stradale in stato di libertà. Rabbia e dolore a Isola Sacra e a Focene

Simona Bortoletto è stata sbalzata sull’asfalto da un’auto che, secondo i primi accertamenti, procedeva a velocità sostenuta e avrebbe invaso il margine della carreggiata, colpendo la donna alle spalle.

Una distrazione, forse una manovra azzardata, forse qualcosa di più. Ma un dato è certo: Simona camminava sul marciapiede. E l’auto è finita lì, dove nessuno dovrebbe temere per la propria vita.

L’impatto è stato violentissimo. Simona è morta praticamente sul colpo, sotto gli occhi del figlio, il suo amato Alessandro, miracolosamente illeso ma ora in stato di shock: lei lo ha spinto via per salvarlo. Il conducente, un uomo del posto, che pare conoscesse la vittima, si è fermato per prestare soccorso. È risultato incensurato. Non è stato arrestato né sottoposto a misure cautelari: solo una denuncia, come da prassi, dal momento che non è fuggito e non risultato ubriaco al volante.

Un protocollo che, però, lascia sgomenti amici, parenti e cittadini, di fronte alla morte di una giovane donna in circostanze tanto drammatiche. “Non è stato un incidente inevitabile. È stata una distrazione. Una mancanza di attenzione che ha distrutto una famiglia”, commenta un’amica della vittima.

Una strada pericolosa da anni. Ma a morire sono sempre i pedoni

Via Redipuglia non è nuova agli incidenti. È una lunga arteria urbana priva di attraversamenti pedonali visibili, scarsamente illuminata, spesso percorsa da auto a velocità elevate. I residenti parlano di “una trappola per pedoni”, segnalata da anni alle autorità. Nulla è stato fatto. E ora, dopo l’ennesima tragedia, si annunciano sopralluoghi e verifiche. Ma per Simona è troppo tardi.

Indagini in corso. Ma il vuoto resta

La polizia locale di Fiumicino, coordinata dalla Procura di Civitavecchia, sta effettuando tutti gli accertamenti: rilievi, esami tossicologici sul conducente, perizie sulla velocità e sull’illuminazione pubblica. Sarà eseguita anche l’autopsia sul corpo della donna. Intanto, il conducente potrebbe essere convocato di nuovo, ma resta a piede libero.

Era il sorriso del quartiere. Sempre disponibile, sempre gentile. E adesso non c’è più, per colpa di qualcuno che forse ha solo guardato un secondo il cellulare o non ha rallentato dove doveva”, scrive una conoscente sui social.

Il ricordo della consigliera Fata: “Una perdita troppo grande per tutta la comunità”

Patrizia Fata, consigliera comunale, ha voluto ricordare pubblicamente Simona Bortoletto, sottolineando lo sconcerto per una tragedia così improvvisa e assurda. “Era una ragazza solare, conosciuta e amata da tutti a Focene, scrive, ricordando il suo sorriso e quel modo gentile di salutare chiunque incontrasse. “Oggi resta un vuoto enorme. Mi stringo con affetto alla sua famiglia, che conosco da sempre. Non sono solita scrivere post di questo tipo, ma sentivo il bisogno di farlo, per Simona e per tutta la comunità che oggi piange con dolore”.