Nuovo stop del Tar all’assegnazione del lotto 3 dei Chioschi di Castel Porziano

Nuovo stop del Tar Lazio all’assegnazione da parte del Campidoglio di uno dei Chioschi a soggetti privati

Nuovo stop del Tar Lazio all’assegnazione del lotto 3 tra i Chioschi di Castel Porziano aggiudicati in concessione dal Comune di Roma Capitale ai soggetti privati incaricati di assicurarne la gestione a beneficio dei frequentatori dei ‘cancelli’, dove i titolari delle licenze hanno anche l’obbligo di assicurare il servizio di salvataggio a mare.

Nuovo stop del Tar Lazio all’assegnazione da parte del Campidoglio di uno dei Chioschi di Caste Porziano a soggetti privati

L’ulteriore battuta d’arresto nella riapertura delle spiagge libere appartenenti alla tenuta presidenziale è arrivata oggi, giovedì 11 settembre da parte del Tar del Lazio.

Con un’ordinanza a sorpresa, la Sezione Quinta Ter del Tribunale Amministrativo Regionale ha, infatti, sospeso l’aggiudicazione del lotto 3, destinato a uno dei chioschi balneari, che era stato assegnato alla società A.S.D. Happy Surf One.

Al centro della pronuncia dei giudici amministrativi che avevano accolto la sospensiva e rinviato, appunto, all’ultima seduta la decisione nel merito della causa c’è un ulteriore slittamento della sentenza alla seduta convocata il prossimo 25 novembre in virtù di un vizio di forma nella documentazione presentata dall’associazione aggiudicataria della concessione.

La documentazione in oggetto sarebbe, in particolare, relativa a una società diversa da quella aggiudicataria anche se riferibile allo stesso rappresentante legale. Un errore procedurale che, secondo i magistrati amministrativi, ha viziato l’intera istruttoria, rendendo nullo l’iter di assegnazione.

I contenuti dell’ordinanza

Questa nuova decisione fa seguito al ricorso cautelare presentato dalla ditta individuale di Maria Rita Gastaldi, rappresentata dagli avvocati Aristide Police e Claudia Nicolini, che aveva impugnato gli atti chiedendo l’immediata sospensione dell’aggiudicazione a causa di una serie di supposte irregolarità.

Con l’ordinanza numero 04875/2025 (Reg. Prov. Cau. n. 08825/2025 Reg. Ric.), emessa oggi, i giudici hanno stabilito che le questioni sollevate dovranno essere discusse “nella più idonea sede di merito” una volta sanate le irregolarità rilevate a carico dei resistenti.

Nel frattempo, gli atti impugnati sono stati sospesi “al fine di mantenere la res adhuc integra“, allo scopo di preservare lo stato dei fatti del chiosco riferito al lotto 3 in attesa di una decisione definitiva.

La sospensione del bando per il lotto 3 getta una nuova ombra sulla gestione delle spiagge libere di Castel Porziano, un tema da sempre al centro di polemiche e controversie.

La vicenda avere ripercussioni significative sui futuri affidamenti e sulle procedure che il Comune di Roma intende seguire per la gestione degli arenili del litorale.

I profili di possibili irregolarità

Il 23 agosto scorso la Capitaneria di Porto di Ostia e Fiumicino aveva infatti annullato in autotutela, e senza attendere l’esito del ricorso al Tar già pronunciatosi in via cautelativa, l’atto di assegnazione relativo al lotto C3.

Un disco rosso basato sul fondato sospetto che da parte dell’aggiudicatario mancassero i requisiti di partecipazione al bando di gara indetto dal Campidoglio.

Vale la pena ricordare chi sono gli altri assegnatari prescelti in esito all’appalto per i cancelli di Castelporziano e che potranno proseguire la loro attività in virtù delle precedenti autorizzazioni.

Si tratta, in particolare, della titolarità del lotto 1 (corrispondente al primo cancello) nuovamente aggiudicata a Paradise Beach di A.&G. srl; quella del lotto 2 (secondo cancello) attribuita alla ditta individuale di Frisoni Annamaria; il lotto 4 (sesto cancello) andato a Sunny Srl e il lotto 5 (settimo cancello) per il quale è stata riconfermata Seven Gate Srl.

Una raffica di ricorsi ha invece, appunto, investito Happy Surf One l’unica new entry rientrata in graduatoria e che ha ottenuto la gestione di strutture  affidate, sino all’anno scorso, alla seconda classificata nella gara indetta del Campidoglio, ovvero la Ditta Individuale di Maria Rita Gastaldi, che si è appunto rivolta al Tar del Lazio.

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