Quando Andrea Camilleri, giovane studente fuori sede, visse a Ostia

Nel centenario dalla nascita di Andrea Camilleri una curiosità: fu Ostia il primo posto dove abitò a Roma il giovane studente fuori sede dell’Accademia di Arte Drammatica. Pure lui pendolare della Roma-Lido

Andrea Camilleri visse a Ostia nei suoi primi tempi da studente fuori sede di Roma

Andrea Camilleri, papà del commissario Montalbano e autore di centinaia di racconti e romanzi, se fosse stato in vita oggi, 6 settembre 2025, avrebbe compiuto 100 anni. In occasione del centenario del grande intellettuale siciliano, la Fondazione a lui dedicata e la Rai hanno previsto un vasto programma di iniziative, tra commemorazioni e celebrazioni del suo immenso talento.

Nel centenario dalla nascita di Andrea Camilleri una curiosità: fu Ostia il primo posto dove abitò a Roma il giovane studente fuori sede dell’Accademia di Arte Drammatica. Pure lui pendolare della Roma-Lido

In molti hanno amato Andrea Camilleri. Ed è ai tantissimi fans che vivono sul litorale romano e che ne hanno apprezzato qualità narrative ma anche temperamento vigoroso che è dedicata una piccola ma lusinghiera scoperta: Andrea Camilleri all’esordio degli studi che hanno prodotto la sua brillante carriera, ha vissuto a Ostia. E, come ciascuno di noi pendolari verso l’università o verso l’ufficio, soffrì anche lui lo strazio della ferrovia Roma-Lido.

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Andrea Camilleri: al suo arrivo da studente dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica di Roma, visse a Ostia

La curiosità è contenuta nel volume “Vi scriverò ancora” (Sellerio Editore), una raccolta delle lettere scritte da Andrea Camilleri ai suoi genitori dal momento del suo trasferimento a Roma per frequentare l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. E’ un epistolario molto vicino ad essere un diario della sua travagliata vita da studente fuori sede trapiantato dalla piccola Porto Empedocle alla immensa Roma che descrive il periodo tra il 1949 e il 1960. Destinataria delle sue lettere è soprattutto la mamma, Carmelina Fragapane, mentre al padre Giuseppe, ispettore delle compagnie portuali, lo scrittore si rivolge principalmente per le sue esigenze materiali: vivere a Roma da fuori sede è molto costoso, nonostante Andrea Camilleri grazie alle sue capacità conquista da subito preziose borse di studio.

La raccolta si apre proprio con una lettera datata Ostia, 3 novembre 1949. A Ostia Andrea Camilleri c’era finito per la necessità di risparmiare il prezzo dell’affitto di una stanza (6000 lire al mese) o di un albergo (700 lire a notte). A ospitarlo furono zio Tano Fede e zia Michelina. Da ricerche effettuate presso parenti di Emilio Fede, pure lui originario della Sicilia (Barcellona Pozzo di Gotto) non risulta che i familiari di Andrea Camilleri avessero parentele con quelli del celebre giornalista, anche lui residente a Ostia in quel periodo.

E dove andò a vivere Andrea Camilleri a Ostia? Abbiamo detto che era ospite degli zii Tano e Michelina. L’indirizzo lo svela lui stesso nella prima lettera nella quale indica ai genitori dove far arrivare la posta: “Il mio indirizzo per ora è il seguente Andrea Camilleri – presso Fede – Viale della Pineta 98 Ostia Lido Roma”.

Siamo andati a cercare la palazzina nella quale Andrea Camilleri visse a Ostia e abbiamo fatto un’ulteriore scoperta grazie a Silvano Gamboni, nato nel 1940 a Ostia, dove risiede da allora. “Con la nuova toponomastica – racconta Silvano Gamboni – viale della Pineta, che si distendeva da piazza Giuliano della Rovere fino a piazza Sagona, è stata spezzata a metà. Dall’incrocio con viale della Vittoria è diventata via Rodolfo Grimaldi Casta”. In poche parole, l’allora viale della Pineta 98 corrisponde all’attuale via Grimaldi Casta 14/c.

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La palazzina di Ostia dove Andrea Camilleri visse nel 1949 – canaledieci

Già il primo dicembre 1949 a distanza di un mese dall’avvio dei corsi in Accademia, Andrea Camilleri si merita la borsa di studio: 16.950 lire meno 3000 tra tasse e tributi dell’Accademia. E fin da subito il giovane Camilleri, unico iscritto al corso di regia, si mette in mostra per le sue capacità diventando il pupillo di due grandi maestri di teatro, Orazio Costa e Silvio D’Amico. E, grazie alla sua disponibilità e alla necessità di guadagnare non solo credito ma anche ingaggi, viene coinvolto in diversi allestimenti.

Con il passare del tempo il lavoro diventa sempre più asfissiante e il pendolarismo con Ostia si fa insopportabile. Per essere in tempo alle lezioni, che iniziano alle 8,00, Camilleri si deve alzare alle 5 e mezza e prendere il trenino da Ostia a Roma per poi trasbordare sul tram. Due ore e mezzo di viaggio all’andata e altrettante al ritorno. E la situazione si fa insopportabile se, per collaborazioni e lavori vari, deve trattenersi anche al pomeriggio. Impensabile poter lavorare la sera con il rischio di perdere l’ultima corsa della Roma-Lido.

Io non ho il tempo per respirare, non ho il tempo per mangiare” scrive il 16 dicembre 1949 ai genitori. Persino la domenica “entro in teatro alle 9 del mattino ed esco alle 9 di sera”. C’è anche una questione economica a rendere “scomoda” la sistemazione di Ostia. Andrea Camilleri lo racconta nella lettera del 16 novembre: due settimane prima i genitori gli hanno fatto avere 10mila lire, “di queste, per mangiare, ne ho spese 5.000  (la sera non spendo un soldo perché ceno abbondantemente a Ostia da zio Tano) e almeno 3000 se ne sono andate per trasporti (120 mi costa il biglietto da Ostia a Roma e ritorno, 50 dalla stazione di Roma Ostiense all’Accademia al ristorante e ritorno: in tutto un minimo di 220 lire al giorno di solo trasporto)”.

Per questa serie di motivi, di logistica ed economici, il 9 gennaio 1950 Andrea Camilleri mette fine alla sua residenza a Ostia e si trasferisce a Roma, in piazzale degli Eroi 8, presso Righini, dove prende in affitto (al prezzo di 6000 lire al mese) una stanza.  “Disto esattamente 25 minuti di tram sall’Accademia, per cui mi alzo ogni mattina alle 7 con un vantaggio di un’ora e mezza di quando abitavo a Ostia – scrive ai genitori – e in più c’è da considerare il vantaggio veramente notevole che io mi posso talvolta riposare di pomeriggio”.