Grande partecipazione e profonda emozione hanno segnato l’Inchinata 2025, che si è svolta ieri sera, 14 agosto, a Tivoli. Il suggestivo rito religioso, tra i più antichi e sentiti della tradizione cristiana locale, ha visto il consueto incontro tra il Trittico del Salvatore e l’icona della Madonna delle Grazie, simbolo del passaggio della Vergine alla gloria celeste.
L’Inchinata emoziona ancora: fede, storia e innovazione nella notte più attesa dai tiburtini
Quest’anno la cerimonia si è arricchita di importanti novità che hanno reso l’evento ancora più coinvolgente per i cittadini e i numerosi turisti presenti. In Piazza Trento, cuore pulsante dell’evento, è stato allestito per la prima volta un maxischermo che ha permesso di seguire in diretta i momenti salienti della processione, offrendo a tutti una visione più immersiva e partecipata.
Il culmine della notte è stato, come sempre, l’inchino reciproco tra le due sacre immagini, avvolto dalle grida del popolo: “Misericordia, Misericordia, Misericordia!”.
Subito dopo, l’atmosfera si è illuminata grazie a un emozionante spettacolo di fuochi d’artificio lanciati da Rocca Pia, che hanno coronato la serata con luci e colori visibili da tutta la città.
Un rito antico
Le prime testimonianze scritte di questo rito risalgono al XVI secolo, in particolare grazie allo storico tiburtino Giovanni Maria Zappi.
Tuttavia, la sua origine è certamente più antica: si tratta infatti di un adattamento locale del rito romano dell’“acheropita” di San Giovanni in Laterano.
Persino lo Statuto comunale del Trecento menziona la processione, esonerando dal coprifuoco del 14 agosto “per permettere alla popolazione di andare liberamente per tutte le strade, salmodiando di chiesa in chiesa”. Proprio come ieri notte.



















