Auto graffiate in serie a Ostia: cittadini esasperati dalla microcriminalità silenziosa ma incessante

Fiancate rigate, silenzi istituzionali e denunce ignorate: Ostia sprofonda in una microcriminalità quotidiana che colpisce ogni giorno. Il racconto amaro di una cittadina diventa il simbolo di una comunità esasperata

L'auto graffiata ad Ostia. Foto tratta dal profilo facebook di Ostia Informa, post e immagine di Tiziana Aguzzi

Una cittadina, Tiziana, ha trovato la sua macchina regolarmente parcheggiata, ad Ostia, tutta graffiata, nella giornata di ieri, domenica 3 agosto 2025: la donna ha ritrovato la sua citycar sfregiata, con un lungo segno ben visibile lungo tutta la fiancata. Un gesto vigliacco, rapido, come solo chi è abituato a farlo sa fare. Ma quello che fa più male a Tiziana, cittadina di Ostia, non è tanto il danno in sé, quanto il senso di inutilità che la pervade quando pensa al passo successivo.

Fiancate rigate, silenzi istituzionali e denunce ignorate: Ostia sprofonda in una microcriminalità quotidiana che colpisce ogni giorno. Il racconto amaro di una cittadina diventa il simbolo di una comunità esasperata

L’atto vandalico è avvenuto domenica 3 agosto, nel parcheggio situato di fronte al Belsito,ai danni di una microcar Aixam nera.

Il veicolo, regolarmente parcheggiato a ridosso delle linee dedicate agli scooter, è stato danneggiato con una chiave a doppia linea, che ha lasciato due solchi profondi e lunghi sulla carrozzeria. Fortunatamente, la telecamera interna del veicolo ha ripreso l’intera scena, permettendo di identificare il responsabile.

È già stata sporta regolare denuncia per il fatto.

La cittadina, furente, ha denunciato il  gesto vigliacco, rapido, come solo chi è abituato a farlo sa fare.

Tiziana aggiunge dettagli che aiutano a comprendere il senso della sua denuncia, ovvero richiamare al senso civico dei cittadini che davvero amano Ostia e tengono alla sua reputazione: “Per quanto le ruote della microcar potessero aver invaso parte del parcheggio moto, nessuno ha il diritto di farsi giustizia da sé arrecando un danno economico attraverso un gesto vandalico che nulla ha di educativo e che è punibile secondo la legge. Avresti potuto alzare i tergicristalli in segno di fastidio per far notare la modalità di parcheggio non consona o chiamare la municipale aspettando che la portassero via ma la “Giustizia fai da te” non può essere ammessa”.

Ma quello che fa più male a Tiziana, cittadina di Ostia, non è tanto il danno in sé, quanto il senso di inutilità che la pervade quando pensa al passo successivo.

E tutto questo racchiude in buona sostanza il senso di rassegnazione di chi sa che anche cercare giustizia può sembrare una perdita di tempo, ma non lo è affatto.

Perché a Ostia, da anni, chi rovina un’auto raramente paga: chi graffia una carrozzeria lo fa sapendo che nessuno lo vedrà, nessuno lo fermerà e – anche se colto – difficilmente subirà conseguenze, ma il senso della denuncia è proprio la volontà ferma di cambiare le cose e dare una sanzione certa a certi criminali da strapazzo.

Quella che un tempo sarebbe stata una notizia di cronaca oggi passa inosservata. Perché la microcriminalità ha smesso di stupire e ha iniziato ad abituare. Eppure, colpisce ogni giorno. Colpisce chi parcheggia regolarmente, chi ha un’auto non nuova ma preziosa, chi esce di casa sperando di ritrovarla come l’ha lasciata.

E se provi a denunciare? Il post facebook di Tiziana dice tutto: la denuncia spesso viene archiviata, classificata come “senza sviluppi”, chiusa prima ancora di iniziare. Manca una telecamera, manca un testimone, manca un agente nelle vicinanze. E così, quello che è un atto di violenza sul bene privato viene percepito come “banale”, non meritevole di risorse né attenzione.

Intanto, nei commenti, la comunità si divide. C’è chi condanna apertamente il gesto. C’è chi suggerisce di consultare un avvocato per aggiungere il risarcimento alla denuncia. Altri – e questo è forse il segnale più preoccupante – cercano motivazioni nel comportamento della vittima: “Se uno parcheggia male, poi succede”, scrive qualcuno. Come se la colpa potesse in parte ricadere su chi ha semplicemente lasciato l’auto in sosta.

In particolare, vengono ricordate anche altre zone calde dove questi episodi si sono ripetuti nelle ultime settimane, che rendono l’auto rigata il 3 agosto non certo un fatto isolato ma anzi, la riprova di un’emergenza sociale che a Ostia non lascia mai tranquilli i cittadini.

  • Via delle Baleniere

  • Via delle Azzorre

  • Lungomare Lutazio Catulo

  • Viale dei Promontori

Il fenomeno, si legge, riguarda tutte le fasce orarie, ma è più frequente nella notte tra il sabato e la domenica.

A volte i responsabili sono passanti esasperati da parcheggi impropri, altre volte si tratta di atti deliberatamente distruttivi e scollegati da qualsiasi motivazione.

Basti pensare come proprio qualche giorno fa, un episodio del genere certifica lo stress dei residenti, così ha parlato un’altra cittadina alla quale è stata rubata la macchiana a due passi da casa: “Non possiamo più parcheggiare tranquilli. Ogni mattina ci si sveglia con la paura di trovare l’auto rigata o danneggiata”, racconta un residente del quartiere Stella Polare, sempre a Canaledieci.

È questo il clima in cui vivono i cittadini di Ostia: un quartiere dove il rispetto reciproco vacilla, dove le regole del vivere civile sembrano ogni giorno più opache, e dove la giustizia sembra lontana, sorda, distratta.

Ma un fatto è certo: se anche le denunce vengono archiviate, le parole restano. E i giornali possono ancora fare ciò che troppo spesso le istituzioni dimenticano: dare voce a chi non ha più fiducia, denunciare ciò che viene nascosto sotto la polvere dei fascicoli, ricordare che dietro ogni graffio c’è una persona, una storia, una dignità violata.

Inoltre, un caso altrettanto grave, è avvenuto, sempre ad Ostia, quando ignoti criminali hanno rubato un camper di turisti francesi in vacanza sul litorale romano, qualche weekend fa.

In quel caso, dentro al veicolo rubato, c’era dentro anche l’amato cagnolino della famigliola, che è stato letteralmente rapito, insieme a tutti gli altri effetti personali dei villeggianti.

Ecco perché questa storia merita spazio. Non perché sia “grave” in senso assoluto, ma perché è esattamente quello che succede ogni giorno, e a chiunque. E finché non la racconteremo come tale, continueremo a chiamarla “micro” criminalità. Quando invece è un macigno quotidiano sulla testa di chi Ostia la vive davvero.