La visita a sorpresa del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e dell’assessore capitolino al Demanio, Tobia Zevi, viene contestata a Ostia per la discutibile gestione delle spiagge. All’indomani della relazione sullo stato degli impegni e degli investimenti programmati per Ostia e Decimo Municipio, il sindaco ha fatto visita agli arenili pubblici.
Visita a sorpresa del sindaco e dell’assessore alle spiagge: scatta lacontestazione sulla gestione degli arenili
“Le nostre spiagge attrezzate e libere stanno avendo un grandissimo successo, sono sicure e vigilate: è un grande modello di messa a disposizione del mare per tutti i cittadini, anche per chi non può permettersi uno stabilimento più costoso”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri oggi durante un sopralluogo nelle spiagge libere di Ostia.
“Noi vogliamo portare la legalità, riqualificare dal punto di vista naturalistico questo meraviglioso lungomare, tra l’altro il mare è tra i più puliti d’Italia – ha aggiunto – quindi vogliamo rendere questa bellezza naturalistica fruibile per tutti i i cittadini, con stabilimenti legali, frutto di procedure trasparenti di affidamento pubblico, spiagge libere attrezzate, e un grande parco delle dune che con i soldi europei insieme alla regione inizieremo a realizzare dal 2026. Ostia volta pagina e il mare può tornare a essere a disposizione di tutti i cittadini” ha sottolineato Gualtieri.
Già davanti alla spiaggia libera Spqr di piazzale Amerigo Vespucci le prime contestazioni. Un gruppetto di cittadini, capeggiato dall’influencer anti-borseggi Simone Carabella e dall’attivista civico Mauro Delicato, ha contestato quella che hanno definito come “una passerella” del sindaco. È stata contestata la falsa operazione Mare Sicuro di vigilanza negli stabilimenti balneari occupati da senza fissa dimora, durata il tempo di un paio d’ore, l’assenza di servizi a Castelporziano, la mancata autorizzazione dei chioschi sulle spiagge libere urbane e, da ultima, la volontà di demolire lo stabilimento Aneme e Core. Tra i presenti anche il consigliere municipale Alessandro Aguzzetti, unico esponente del parlamentino locale presente.
Il sindaco Gualtieri e l’assessoreZevi, assediati dai contestatori all’uscita dalla spiaggia libera Spqr, hanno tentato di smarcarsi salendo sulle auto di servizio e spostandosi all’altro capo di Ostia, ovvero a piazza Scipione l’Africano, davanti allo stabilimento Aneme e Core. Qui sono stati raggiunti da un gruppo ancora più nutrito di contestatori e Gualtieri ha deciso di andarsene, lasciando “in ostaggio” il povero Zevi.
All’affermazione di radere al suolo l’ultimo impianto balneare di Ostia verso Ponente, gli animi si sono infiammati.
I manifestanti hanno ricordato che quello stabilimento è originato da un cantiere nautico antecedente al 1957 con un cambio di destinazione d’uso autorizzato nel 2003 dal Comune di Roma. Contestato anche l’abbandono della struttura come il vicino Village, abitato da clochard.
L’errore dell’assessore Zevi
Nell’annunciare la demolizione dello stabilimento balneare Aneme e Core l’assessore capitolino a Demanio e Patrimonio ha rilasciato una dichiarazione che vogliamo considerare una svista. Se fosse un’affermazione voluta, sarebbe molto grave. Zevi ha, infatti, definito “l’ex stabilimento Aneme e Core, bene confiscato alla mafia”. L’assessore non sa o fa finta di non sapere che l’Aneme e Core fa parte del compendio di confisca legato al porto turistico e quindi è stato sottratto ai vecchi concessionari per bancarotta fraudolenta e non per mafia. Zevi ha aggiunto anche che “è pieno di abusi edilizi”: Aneme e Core nasce dal cambio di destinazione d’uso autorizzato dal Campidoglio nel 2003 del vecchio Cantiere Marini sorto negli anni Cinquanta.
Le reazioni politiche
La consigliera regionale dem Emanuela Droghei plaude alla visita del sindaco “che testimonia il rinnovato impegno dell’amministrazione capitolina verso il litorale “ e bolla la contestazione come “gazzarra inscenata da pochi esponenti della Lega e Casapound“.
La consigliera comunale Mariacristina Masi (FdI) definisce l’iniziativa del sindaco come una “passerella inutile per coprire la brutta figura fatta in Assemblea”. Per Masi è stata “un’operazione di facciata organizzata dal PD per provare a raccontare che tutto va bene, che le spiagge libere sono perfettamente curate, e che la situazione è sotto controllo. La verità è sotto gli occhi di tutti: siamo al limite del paradosso”.



















