Anzio si prepara a un giorno di profondo cordoglio. Domani, venerdì 25 luglio, la città del litorale sud di Roma, osserverà il lutto cittadino in occasione dei funerali di Tony Magliozzi, il 66enne pescatore morto nel tragico naufragio della sua imbarcazione.
Anzio si stringe attorno alla famiglia di Tony Magliozzi, il pescatore morto nel naufragio del suo peschereccio. Lutto cittadino in segno di cordoglio nel giorno del funerale
Una decisione, quella del sindaco Aurelio Lo Fazio, che arriva a formalizzare il dolore di un’intera comunità, colpita al cuore dalla perdita di un uomo profondamente legato al mare e alla marineria locale.
L’ordinanza firmata oggi, giovedì 24 luglio, stabilisce che le bandiere sugli edifici pubblici sventoleranno a mezz’asta.
Un gesto simbolico, accompagnato da un invito rivolto a cittadini, istituzioni e attività commerciali: sospendere ogni attività ludica e ricreativa fino al termine delle esequie, in segno di rispetto e partecipazione a un lutto che travalica i confini della famiglia Magliozzi.
La “Giornata mondiale di prevenzione dell’annegamento”, iniziativa promossa dalla FEE nell’ambito del riconoscimento Bandiera Blu, è stata posticipata.
Un minuto di silenzio prima delle manifestazioni estive
Ma il ricordo di Tony sarà presente: le serate previste a Villa Sarsina, al Museo archeologico di Villa Adele e in piazza Lavinia prenderanno il via con un minuto di raccoglimento, un tributo che gli organizzatori di altri eventi sono caldamente invitati ad adottare.
Il corpo del pescatore recuperato dai sommozzatori
Il corpo di Tony Magliozzi è stato recuperato ieri, mercoledì 23 luglio, dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco, dopo ore di angoscia e incessanti ricerche. La sua scomparsa risaliva a martedì 22 luglio, quando il peschereccio “Resurgo”, un’imbarcazione di quindici metri, si è improvvisamente ribaltato al largo di Anzio.
A bordo, con Tony, c’era anche il figlio Andrea, 37 anni, che miracolosamente è stato tratto in salvo quasi subito.
Le operazioni di ricerca si sono rivelate un’impresa ardua, ostacolate dalle condizioni proibitive del mare e dalla profondità – oltre 50 metri – a cui il relitto era sprofondato.
A rendere ancora più complessa la situazione, una rete da pesca di 250 metri che ha richiesto una delicata messa in sicurezza dell’area prima che i sommozzatori potessero procedere al recupero.
L’incidente, le cui cause sono ancora al vaglio delle autorità, ha gettato un’ombra di tristezza su Anzio. La dinamica resta da chiarire, ma la repentina inclinazione e il successivo capovolgimento dell’imbarcazione hanno trasformato una giornata di lavoro in mare in una tragedia irrevocabile.


















