Peschereccio si ribalta ad Anzio, sommozzatori in azione: un disperso in mare

Peschereccio si ribalta ad Anzio, una persona dispersa e ricerche in corso da parte dei sommozzatori

Una squadra di sommozzatori
Immagine di repertorio.

Grave incidente al largo delle acque adiacenti al porto di Anzio questa mattina, 22 luglio, quando un peschereccio si è ribaltato per cause ancora da accertare, verso le 8.15 del mattino.

Peschereccio si ribalta ad Anzio, una persona dispersa e ricerche in corso da parte dei sommozzatori

Una squadra del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Roma è attiva nelle ricerche, grazie all’utilizzo di motovedette e mezzi aerei.

A bordo del peschereccio si trovavano un padre e suo figlio. Antonio Maiozzi è stato dato per disperso, il figlio Andrea salvato tra le onde.

In base alle prime ipotesi, l’uomo potrebbe essere rimasto incastrato nella cabina al momento del ribaltamento.

Secondo la ricostruzione, l’imbarcazione si trovava molto lontano dalla banchina quando, forse a causa del mare mosso e delle correnti mattutine, ha improvvisamente perso stabilità, capovolgendosi in pochi istanti.

Due membri dell’equipaggio sono stati recuperati vivi: dopo essere stati tratti in salvo, sono stati trasportati in ospedale per gli accertamenti del caso.

 I Vigili del Fuoco e la Capitaneria hanno intensificato le operazioni con sonar subacquei mentre le motovedette sorvegliano la superficie.

L’allerta è stata lanciata immediatamente alle autorità locali e al 118, che ha attivato la procedura medica e il coordinamento tra i soccorritori.

Successivamente verranno stabilite le cause che possono aver fatto ribaltare il peschereccio: errori di manovra, sovraccarico o problemi tecnici sono tutte ipotesi al vaglio. Gli esperti raccolgono campioni e analizzano la struttura del natante.

Nel dettaglio, il peschereccio è affondato a circa cinque miglia nautiche dalla costa, adagiandosi sul fondale a una profondità di circa 55 metri.

L’operazione di recupero è complessa e delicata. Il punto in cui è affondato il relitto richiede l’intervento di squadre di sommozzatori specializzati, in particolare da Napoli, dove si trova uno dei pochi nuclei subacquei dotati delle miscele respiratorie particolari, come elio-ossigeno e trimix.

È importante chiarire che queste miscele non servono a “scendere più in profondità”, ma a prolungare il tempo di permanenza sott’acqua in sicurezza, evitando rischi gravi come la narcosi da azoto, l’ipossia e la malattia da decompressione.

A 55 metri, infatti, l’aria compressa diventa instabile per lunghe immersioni: solo con queste tecnologie si può operare in profondità per tempi utili alla ricerca e all’analisi.

Le squadre operative sul posto comprendono:

  • I sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Roma, già attivi dalle 8:15 per i primi soccorsi.

  • Il nucleo subacqueo di Napoli, in arrivo per le immersioni tecniche sul relitto.

  • La Capitaneria di Porto, la Polizia Locale e i Carabinieri, per la gestione della sicurezza e delle indagini.

La priorità, ora, è individuare e recuperare il disperso.

Le condizioni meteo-marine sembrano favorevoli, ma le operazioni restano ad alto rischio tecnico.

Pertanto, i soccorritori dovranno lavorare in turni strettamente regolati, con decompressioni controllate e tempi rigidamente pianificati.

Sul motivo dell’affondamento, restano in piedi diverse ipotesi: un guasto meccanico, un impatto con un ostacolo sommerso o condizioni di instabilità dell’imbarcazione. Le verifiche saranno condotte appena i sommozzatori potranno raggiungere e ispezionare il “Resurgo”, ormai a decine di metri sott’acqua.

Intanto la comunità di Anzio e i familiari attendono con il fiato sospeso, nella speranza di un ritrovamento rapido.

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