La città di Roma è stata teatro di una serie impressionante di truffe ai danni di anziani, un fenomeno cresciuto nel tempo, che sfruttando la vulnerabilità e la buona fede delle persone più fragili, era riuscito a mettere a sistema un business fruttuoso soprattutto nella Capitale. Un’operazione complessa, condotta dai Carabinieri della Stazione di Porta Portese, ne ha svelato l’architettura criminale e il giro di migliaia di euro, accumulati sfruttando espedienti crudeli e ben collaudati in 17 truffe messe in atto in un solo mese.
Nel pericoloso schema di truffe agli anziani, venivano colpiti soggetti tra i 75 e i 91 anni: il volume degli affari criminali accumulato supera i 400mila euro
Un anno di fitte indagini da parte delle forze dell’ordine, hanno portato all’arresto di un 25enne, la testa del business delle truffe agli anziani per cui è stato ricostruito e documentato un “volume d’affari” impressionante, per centinaia di migliaia di euro, che sottolinea non solo l’audacia e la sistematicità delle azioni del truffatore, ma anche l’enorme danno economico e psicologico inflitto a decine di anziani.
Le indagini che hanno portato all’arresto del 25enne
L’acquisizione e l’analisi dei dati di traffico telefonico e telematico sono stati fondamentali per ricostruire i contatti e i movimenti del sospettato cristallizzato dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza posizionati in prossimità delle abitazioni delle vittime, e che hanno fornito prove visive cruciali.
Queste informazioni sono state incrociate con le attività di controllo del territorio e, soprattutto, con i riconoscimenti fotografici effettuati dagli stessi anziani truffati. Un meticoloso lavoro che ha permesso di raccogliere gravi indizi a dimostrazione non solo del coinvolgimento del ragazzo, ma anche delineato il suo ruolo specifico in ognuno dei 17 episodi di truffa agli anziani contestati.
Il modus operandi del truffatore che si spacciava per finto nipote e finto operatore
Il successo delle truffe messe a segno dal 25enne si basava su un modus operandi collaudato e particolarmente insidioso, che faceva leva sulla fiducia e sulla vulnerabilità delle vittime.
L’indagato utilizzava vari espedienti, tra i quali soprattutto quello del “finto nipote”. In questo scenario, l’arrestato si presentava alle vittime come un parente stretto, spesso fingendo di trovarsi in gravi difficoltà economiche dovute a pagamenti insoluti o a seguito di un incidente stradale.
Mentre un altro classico trucco consisteva nel fingersi un “finto operatore dell’ufficio postale”, che una volta carpita la fiducia e la disponibilità degli anziani, tutti con un’età compresa tra i 75 e i 91 anni e spesso afflitti da patologie o condizioni fisiche che ne limitavano la capacità di reagire, riusciva a introdursi nelle loro abitazioni.
Una volta all’interno, con raggiri e pressioni, si faceva consegnare ingenti somme di denaro e gioielli, beni spesso di grande valore affettivo oltre che economico per sanare il presunto insoluto postale di un parente che non era in grado di pagare.
L’ingente bottino e le prove schiaccianti delle truffe agli anziani
Nel corso dell’indagine, è stata effettuata la perquisizione nell’abitazione dell’indagato, che ha fornito ulteriori prove schiaccianti contro di lui, con il sequestro del suo telefono cellulare, al cui interno sono stati scoperti riferimenti espliciti alle attività illecite.
Fotografie di gioielli e registrazioni di percorsi effettuati hanno poi confermato l’ipotesi del coinvolgimento del ragazzo in alcuni degli episodi di truffa contestati.
L’analisi approfondita di questi dati ha permesso agli inquirenti di avere un quadro ancora più completo della portata delle frodi. In totale, l’indagine ha consentito di ricostruire e documentare un “volume d’affari” impressionante, stimato tra i 300 e i 400mila euro.
Le accuse a carico del 25enne ora sono pesantissime, e includono estorsione aggravata, truffa aggravata, furto in abitazione, sostituzione di persona e circonvenzione di incapace.


















