Attimi di paura nel tardo pomeriggio di oggi, 8 luglio, a Ostia: intorno alle 17:50 un ordigno è esploso nei pressi del ristorante Nonna, all’incrocio tra via dei Pescatori e via di Castel Fusano. Il boato si è sentito in lontananza, ma per fortuna sembra che non si siano contati danni.
L’esplosione è avvenuta nel tardo pomeriggio davanti al ristorante “Nonna”, già colpito da un incendio pochi giorni fa
Sul posto sono immediatamente intervenute più volanti della Polizia di Stato. Gli agenti del commissariato Lido ora stanno ascoltando i patron del ristorante e eventuali testimoni.
Secondo la prima ricostruzione, l’ordigno, sembra una molotov, sarebbe stata lanciata su un marciapiede di fronte al ristorante senza provocare danni alla struttura. Per ora non si esclude nessuna pista a partire da una possibile intimidazione.
L’esplosione è stata avvertita a centinaia di metri dal ristorante. Gli investigatori stanno acquisendo immagini della videosorveglianza dei comprensori vicini.
L’auto in fiamme
L’episodio arriva a distanza di una settimana da un altro fatto inquietante: nello stesso ristorante era andata a fuoco l’auto di un cliente. Durante il tentativo di spegnere le fiamme, il proprietario della vettura era rimasto ustionato a una caviglia.
Le forze dell’ordine stanno indagando per comprendere se vi sia un collegamento tra i due episodi.
Una escalation di violenza: bombe e torture
Solo pochi giorni fa – la notte tra il 25 e il 26 giugno – altro episodio: qualcuno, sempre a Ostia, ha lanciato una bomba contro la palestra dell’ex campione Gianni Di Napoli.
L’escalation di violenza. Il 2 luglio un 40enne, invece, è stato trovato ferito in un carrello della spesa a Ostia, con un cartello al collo con su scritto ‘infame’ e ‘stronzo’. Oltre a essere stato picchiato, sarebbe stato anche torturato. La vittima avrebbe riportato la frattura di entrambe le gambe, dei pollici e di altre ossa in diverse parti del corpo e subito l’asportazione delle unghie.
Il quarantenne è stato trovato in via Mario Ruta a Ostia Nuova, vicino a piazza Gasparri, ma le sevizie le avrebbe subite altrove, in un luogo chiuso. Gli investigatori non hanno escluso che il pestaggio e la tortura fossero legati all’attentato contro la palestra di Di Napoli in via delle Azzorre.
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