Emergenza caldo a Roma: +280 malori al giorno, scatta il divieto di lavoro all’aperto nelle ore roventi

L’emergenza caldo a Roma provoca un aumento record di interventi del 118 per malori. Per tutelare i lavoratori, il Comune vieta il lavoro all’aperto nelle ore più calde

Foto dai social

Malori e colpi di calore, il caldo torrido della capitale sta mettendo a dura prova i romani. La prova? Una impennata delle chiamate al 118 tra Roma e l’hinterland: 280 interventi giornalieri in più rispetto allo scorso anno.

L’emergenza caldo a Roma provoca un aumento record di interventi del 118 per malori. Per tutelare i lavoratori, il Comune vieta il lavoro all’aperto nelle ore più calde

Le emergenze: malori, ipotensione, colpi di calore e disidratazione. Per proteggere i lavoratori più esposti, il sindaco Roberto Gualtieri proprio oggi, 3 luglio, ha firmato una direttiva che vieta il lavoro all’aperto nelle ore più calde, dalle 12:30 alle 16:00, nei giorni di allerta caldo estremo. La misura interessa i settori agricolo, edile e florovivaistico, e si inserisce nel più ampio Piano Caldo promosso dal Comune di Roma.

Le alte temperature continuano a mettere a dura prova i cittadini di Roma e provincia, e lo confermano i numeri del 118 della Capitale. Dal primo giugno, infatti, il servizio di emergenza sanitaria ha registrato un aumento significativo degli interventi, con una media di 260-280 chiamate in più ogni giorno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e ai mesi precedenti.

Impennata di chiamate

Secondo Narciso Mostarda, direttore generale di Ares 118, il picco di richieste di soccorso è legato principalmente a malori da ipotensione, colpi di calore, disidratazione e disturbi vari causati dal caldo intenso. Anche il numero delle telefonate alla Centrale operativa è in crescita: si passa da una media di 1.200-1.400 chiamate giornaliere a oltre 1.500, con un incremento di circa 300 chiamate al giorno.

I blackout elettrici

Una delle criticità emergenti riguarda i blackout elettrici provocati dall’uso intensivo dei condizionatori, che spesso mettono in difficoltà anziani e persone fragili che dipendono da dispositivi medici elettronici.

I familiari di queste persone vanno nel panico, non sapendo come far ripartire i macchinari essenziali,” spiega Mostarda.

A questo si aggiungono le conseguenze degli incendi che stanno colpendo diverse zone della città, causando problemi respiratori e disagi: in alcuni casi, come a Morlupo, è stato necessario evacuare strutture come RSA. Non mancano, inoltre, gli interventi per persone che hanno continuato a fare attività fisica durante le ore più calde, rischiando malori serali.

Nonostante la pressione sulle strutture di emergenza, Mostarda rassicura che il sistema è gestibile e che le squadre sono pronte a rispondere efficacemente a questa emergenza climatica.

Stop al lavoro all’aperto nelle ore più calde: la direttiva del Comune di Roma

Intanto il Campidoglio impone lo stop al lavoro all’aperto nelle ore più calde. Una misura, che in linea con l’ordinanza regionale e il protocollo nazionale contro le emergenze climatiche, si accompagna a raccomandazioni importanti come la rimodulazione degli orari di lavoro, l’idratazione frequente, pause regolari, uso di nebulizzatori e creazione di aree ombreggiate per la protezione collettiva.

L’iniziativa fa parte del più ampio Piano Caldo di Roma Capitale, che prevede anche l’accesso gratuito a 17 impianti sportivi per gli over 70, attività ricreative dedicate agli anziani e servizi sanitari domiciliari con monitoraggio e screening cardiologici.

Mercoledì 9 luglio è previsto un incontro in Campidoglio con le organizzazioni sindacali per discutere un possibile accordo attuativo del protocollo ministeriale, a cui parteciperanno il Direttore Generale di Roma Capitale Albino Ruberti e gli assessori Claudia Pratelli e Ornella Segnalini.