Con la tragica morte di Ana Sergia Alcivar Chenche, una donna ecuadoriana deceduta nella notte tra domenica e lunedì presso il Policlinico Umberto I a seguito a un malore accusato dopo un intervento di liposuzione in uno studio medico di Primavalle, la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo della 47enne, per fare piena luce su questa drammatica vicenda.
Sotto la lente degli esami le complicazioni legate all’intervento di liposuzione, l’anestesia e le condizioni preesistenti della paziente
Secondo le prime ricostruzioni, Ana Sergia Alcivar Chenche avrebbe avvertito un grave malessere subito dopo aver lasciato lo studio medico dove si era sottoposta alla liposuzione. Le sue condizioni si sono aggravate rapidamente, rendendo necessario il trasporto d’urgenza al Policlinico Umberto I.
Nonostante i tentativi dei sanitari di salvarle la vita, la donna è purtroppo deceduta, lasciando sgomento e incredulità. La notizia ha rapidamente fatto il giro del quartiere Primavalle e della comunità ecuadoriana a Roma.
L’autopsia: la chiave per svelare la verità
Per fare piena luce su questa drammatica vicenda, la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo di Ana Sergia Alcivar Chenche. L’esame autoptico è previsto per domani e sarà cruciale per determinare le esatte cause del decesso.
L’attenzione si concentrerà in particolare sulle eventuali complicazioni legate all’intervento chirurgico, all’anestesia o a condizioni preesistenti della paziente che potrebbero non essere state adeguatamente valutate. Gli inquirenti mirano a ricostruire ogni passaggio, dall’anamnesi pre-intervento fino al manifestarsi del malore fatale.
Indagini in corso: la responsabilità dello studio medico
Parallelamente all’autopsia, le indagini proseguiranno con un focus sullo studio medico privato di Primavalle dove è stato effettuato l’intervento, e sul quale, la morte di Ana Sergia Alcivar Chenche, ha svelato una realtà sconcertante: il centro di chirurgia estetica di via Franco Roncati a Torrevecchia operava senza alcuna autorizzazione sanitaria da ben tredici anni.
Il titolare dello studio, il chirurgo peruviano José Gregorio Lizarraga Picciotti, 65 anni, possedeva un’autorizzazione scaduta nel 2012. Nonostante precedenti denunce e procedimenti avviati, ha continuato la sua attività illecita, promuovendosi sui social con “i migliori prezzi” e un’immagine con Papa Giovanni Paolo II.
La nuova tragedia riaccende l’allarme sui pericoli della chirurgia estetica abusiva
La tragica morte di Ana Sergia Alcivar Chenche a Roma, dopo una liposuzione in un centro non autorizzato, riaccende anche l’allarme sui pericoli della chirurgia estetica abusiva, con la rabbia espressa in queste ore dal genero della di Simonetta Kalfus, scomparsa a marzo scorso per complicanze simili.
Sulla liposuzione, con i suoi rischi, servono regole chiare, nell’appello dell’uomo che dopo la tragedia che ha toccato la sua famiglia, ribadisce come questo tipo di intervento dovrebbe essere eseguito solo in strutture ospedaliere che garantiscano sicurezza e pronto intervento in caso di complicazioni.

















