Lo stabile bruciato a Marconi doveva essere sgomberato e affidato all’Università

Dopo l'incendio dello stabile dell'ex Mira Lanza trovato con bombole di gas all'interno, arrivano le rassicurazioni su sgombero e recupero urbano

Le prime luci di oggi, giovedì 29 maggio, sono state squarciate da un’emergenza che ha gettato nel panico il quartiere Marconi di Roma, dove intorno alle 6 del mattino, un violento incendio è divampato all’interno dell’area dismessa dell’ex stabilimento Mira Lanza. Il complesso industriale abbandonato da anni, situato a ridosso del celebre Teatro India, era al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione: l’area avrebbe dovuto essere sgomberata e successivamente affidata all’Università degli Studi Roma Tre.

Dopo l’incendio dello stabile dell’ex Mira Lanza trovato con bombole di gas all’interno, arrivano le rassicurazioni su sgombero e recupero urbano

Il vasto incendio di questa mattina, si è propagato rapidamente tra i numerosi cumuli di rifiuti accumulati nell’ex fabbrica di saponi, con una situazione che ha ben presto richiesto un intervento immediato e massiccio di almeno tre squadre operative del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma, supportate da due autobotti.

Un ritrovamento inquietante ha poi complicato ulteriormente le già complesse operazioni: durante le attività di spegnimento, sono state rinvenute oltre 20 bombole di gas, che hanno aumentato significativamente il potenziale pericolo di esplosioni.

Un riparo di fortuna in attesa di riqualificazione

Le prime informazioni raccolte dopo l’emergenza, hanno fatto emergere l’atra verità sull’ex complesso industriale della Mira Lanza, sovente utilizzato come riparo di fortuna da persone senza fissa dimora che al momento del rogo non erano fortunatamente presenti all’interno della struttura in abbandono.

Un dato rassicurante che però non sminuisce la gravità dell’accaduto, che ripropone con urgenza il tema della sicurezza e della gestione delle aree abbandonate nella Capitale, troppe, e che sono diventate della bombe pronte ad esplodere.

Da tempo, infatti, lo stabile bruciato nel quartiere Marconi era al centro di un ambizioso progetto di riqualificazione: l’area avrebbe dovuto essere sgomberata e successivamente affidata all’Università degli Studi Roma Tre. e l’incendio odierno ora, rappresenta un campanello d’allarme sulle vulnerabilità della struttura dismessa e sulla necessità di accelerare i processi del suo recupero urbano.

Le istituzioni rassicurano sui piani per un imminente intervento

E’ stato il presidente del XI Municipio di Roma, Gianluca Lanzi, a commentare prontamente l’accaduto attraverso i suoi canali social, rassicurando la cittadinanza e fornendo aggiornamenti sui prossimi passi.

Nel sottolineare il pericolo scampato del coinvolgimento di persone grazie al tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, delle forze dell’ordine e della Polizia Locale di Roma Capitale, Lanzi ha infatti chiarito che “quanto avvenuto non incide sul programma definito dall’amministrazione lo scorso 14 maggio”.

E cioè che il programma partito dal censimento degli occupanti eseguito il 22 maggio, sarà seguito da uno sgombero e contestuale avvio delle attività di rimozione dei rifiuti e di vigilanza del sito il prossimo 16 giugno.

Successivamente, l’intera area, come stabilito dal protocollo d’intesa sottoscritto dal Sindaco Roberto Gualtieri e dall’Università degli Studi Roma Tre, verrà affidata all’ateneo per la realizzazione di un innovativo studentato, un progetto di grande valore per la comunità universitaria e per la riqualificazione del quartiere.

Monitoraggio ambientale: sotto controllo la qualità dell’aria

A seguito dell’incendio, è emersa anche la necessità di monitorare la qualità dell’aria nella zona circostante, con il Dipartimento Protezione Civile di Roma Capitale, in collaborazione con l’ARPA Lazio, che ha agito prontamente, posizionando nella tarda mattinata di oggi, un campionatore nel cortile dell’adiacente plesso “Cuoco” dell’Istituto Comprensivo Giuseppe Bagnera.

Il primo campione d’aria, come previsto dalla procedura, sarà ritirato 24 ore dopo il posizionamento. Una volta analizzati, i risultati verranno diffusi nelle ore successive, fornendo dati cruciali sull’impatto dell’incendio sull’ambiente e sulla salute dei residenti, fondamentali per rassicurare la cittadinanza e confermare la sicurezza dell’area.