Ha emozionato e segnato un traguardo storico per la medicina italiana la comunicazione della prima donazione di cuore da donatore a cuore fermo nel Lazio, effettuata con successo al Policlinico Universitario Umberto I di Roma.
Per 24 ore il team del Policlinico Umberto I, ha lavorato per trasformare un dramma in una storia di speranza e di rinascita: trapiantati cuore, polmoni, fegato e reni
L’evento straordinario, che ha permesso di salvare e migliorare una vita, è il risultato di un’incredibile sinergia di competenze mediche e, soprattutto, dello generosità di un giovane donatore e della sua famiglia, che hanno consentito in un momento drammatico di far continuare la vita, e avviare una operazione complessa che apre nuove, grandi possibilità nel campo dei trapianti.
La procedura che ha reso possibile questo miracolo è di altissima complessità e all’avanguardia. Richiede l’impiego di macchine da riperfusione, tecnologie avanzate in grado di ricondizionare gli organi dopo l’arresto cardiaco: secondo la legge, un lasso di tempo di 20 minuti deve trascorrere per la certificazione di morte del donatore.
La tecnica innovativa per preservare gli organi e dare una seconda possibilità di vita
È proprio in questo frangente che le macchine da riperfusione entrano e sono entrate in questo caso, in azione, mantenendo gli organi vitali e idonei al trapianto. Una tecnica innovativa, che consente di preservate non solo il cuore, ma anche i polmoni, il fegato e i reni del giovane donatore, che sono stati trapiantati con successo, ed hanno offerto una seconda chance a chi aspettava da tempo.
Un Ruolo di Leadership nella Rete Trapiantologica Nazionale
“Con questa prima donazione di cuore e polmoni da un donatore a cuore fermo, il Policlinico Umberto I, struttura all’avanguardia nella medicina dei trapianti, rafforza il proprio ruolo nella rete trapiantologica nazionale” –Â ha dichiarato il direttore generale, Fabrizio d’Alba, sottolinea l’eccellenza e la dedizione del Policlinico Umberto I, che si conferma un punto di riferimento non solo a livello regionale ma anche nazionale per l’innovazione nel campo dei trapianti.
La commovente lettera di ringraziamento del donatore al personale medico
Il ringraziamento più profondo, sentito e corale è arrivato ai familiari del donatore, un giovane uomo che in vita aveva già espresso la sua volontà di donare gli organi.
Un gesto di altruismo estremo, che ha trovato eco nella commovente generosità della sua famiglia, la quale, in un momento di dolore inimmaginabile, ha saputo compiere un atto di immensa solidarietà .
Sono stati loro a scrivere la lettera commovente che ha fatto il giro del web, facendosi interpreti del sentimento di gratitudine del giovane donatore:
“A tutto il reparto di terapia intensiva maxillo facciale, neurologia, medici, infermieri, anestesisti e tutti quanti si sono presi cura di me, e per il supporto umano con il quale avete sempre abbracciato e accompagnato nel dolore i miei cari. Semplicemente grazie“.

Poche parole che in queste ore sono diventate l’immagine social della struttura ospedaliera, dove il direttore d’Alba, insieme al direttore della Rianimazione Francesco Pugliese e a Gustavo Spadetta e Francesca Pacini del Coordinamento aziendale donazione organi, ha espresso l’estrema gratitudine per questa scelta, che ha permesso di salvare e migliorare la vita di tanti pazienti in attesa di un organo vitale.
Una sinfonia di competenze, impegnate per 24 ore a restituire la speranza ai pazienti in attesa di organi
“L’intervento ha richiesto una straordinaria coordinazione tra anestesisti, rianimatori, cardiochirurghi, chirurghi toracici e dei trapianti, chirurghi vascolari, cardiologi, tecnici perfusionisti, infermieri e personale della sala operatoria” – ha riferito l’ospedale.
Tutte queste figure professionali hanno lavorato in stretta collaborazione per un’intera giornata, dimostrando un’eccellenza clinica e organizzativa che rappresenta un modello a livello nazionale. Mentre un ringraziamento e riconoscimento professionale è stato esteso anche al personale della radiologia, del centro trasfusionale, del laboratorio analisi, dell’anatomia patologica e del centro regionale trapianti, il cui contributo è stato fondamentale in ogni fase cruciale dell’intervento.


















