Sono state ricostruite dagli inquirenti le ultime ore di Stefania Camboni. Dall’esame del cellulare della compagna del figlio, la trentenne fermata nella tarda serata di ieri 15 maggio, sono emerse ricerche allarmanti effettuate su Google.
Stefania Camboni è stata trovata senza vita, uccisa con 15 coltellate, all’interno del suo villino di Fregene
Man mano che passano le ore arrivano nuovi dettagli sulla morte di Stefania Camboni, la donna uccisa nel suo villino di Fregene e trovata dal figlio nella mattina di ieri, giovedì 15 maggio.
Era a terra vicino al letto nella stanza al secondo piano dell’abitazione. Il corpo coperto da
cuscini, con numerose tracce di sangue.
Almeno 15 le coltellate che sarebbero state contate sul suo cadavere.
I Carabinieri hanno effettuato un controllo rapido sul telefono, sequestrato, della compagna del figlio. La trentenne è stata fermata ieri prima della mezzanotte per “omicidio aggravato dalla minorata difesa e con abuso di relazioni domestiche e di ospitalità”.
Dal quadro indiziario emergono le ricerche che sono state effettuate su Google tramite cellulare e sono sconvolgenti: “come togliere il sangue dal materasso” e “come avvelenare una persona”.
In una prima ricerca venivano cercate le modalità efficaci per cancellare tracce ematiche sul materasso. E proprio sul materasso del letto della vittima è stata riscontrata una grande macchia di sangue nascosta da un copriletto.
Un’altra ricerca, che si è dedotto essere stata fatta in concomitanza alla prima, era volta a conoscere il modo per uccidere una persona avvelenandola.
Ricerche che fanno parte di un quadro indiziario che prevede una serie di elementi. Come prima cosa vi sono state le gravi contraddizioni nelle dichiarazioni che la coppia di fidanzati ha fornito agli investigatori, anche riguardo la presenza o meno di sangue alla vista del cadavere.
Poi la presenza di voluminose tracce di sangue, non visibili ad occhio nudo, ma emerse solo al termine di un doppio esame tecnico-scientifico effettuato su delle cose presenti sulla scena del crimine.
Le ore precedenti il delitto
In base alle dichiarazioni raccolte la sera del 15 maggio Stefania Camboni aveva cenato con il figlio e la compagna.
Lui poi era andato via per il turno di notte al lavoro mentre le due donne sono andate a letto. Da quel momento la ricostruzione passa alle ore 7.10 circa della mattina quando il ragazzo è rientrato dal lavoro trovando la porta d’ingresso e l’inferriata esterna completamente aperta, la casa messa sottosopra. A quel punto si sarebbe diretto dalla fidanzata e, insieme, avrebbero trovato il corpo della madre nella camera da letto, coperto da cuscini.
I due si sono rivolti ai carabinieri di Fregene dando l’allarme.
Durante la deposizione la fidanzata del figlio avrebbe riferito di dissapori con la vittima.
I carabinieri, giunti sul posto, hanno trovato l’auto della vittima su via Agropoli e non sul vialetto di casa come sempre, contro una recinzione, e con il finestrino lato guidatore aperto.
L’autopsia
Oggi è previsto il conferimento dell’incarico per l’esame autoptico sul cadavere di Stefania Camboni, che inizierà presumibilmente domani. Sempre domani dovrebbe essere svolta l’udienza davanti al Gip di Civitavecchia per la convalida del fermo.
Lo stato del procedimento
Riguardo lo stato del procedimento penale in corso, al momento, la compagna del figlio è in stato di fermo sulla base della sola gravità indiziaria, in attesa di sviluppare pienamente il suo diritto di difesa, impregiudicata la sua innocenza sino a sentenza definitiva di condanna
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