E’ stata la presenza di un fagottino che si agitava all’interno di un’auto, ieri pomeriggio, ad attirare l’attenzione dei passanti nel quartiere Appio Latino di Roma. Era un neonato di appena un anno, che era stato lasciato da solo in un’auto completamente chiusa e con i finestrini serrati, forse da ore.
La scoperta del neonato nell’abitacolo dell’auto ha attirato l’attenzione dei passanti facendo scattare l’intervento tempestivo dei Carabinieri
Scoperto l’orrore, è stata immediata la richiesta di aiuto al NUE 112 da parte di alcune persone, che spaventate dalle possibili conseguenze per la salute del piccolo, hanno tentato di agire, lasciando poi ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma, precipitatisi sul posto, le operazioni di soccorso. Un intervento che è stato cruciale per salvare il bambino, con l’aria che era quasi rarefatta nell’abitacolo.
L’auto forzata per salvare il neonato
Giunti immediatamente sul posto, i militari dell’Arma si sono trovati di fronte a una scena allarmante: il bambino di tenera età solo all’interno dell’auto un’auto con i finestrini completamente chiusi.
Una situazione che, con l’impossibilità di accedere all’abitacolo e l’assenza dei genitori nella immediate vicinanze, ha costretto i militari a forzare il finestrino laterale del veicolo per poter estrarre il bambino in tempi rapidi, scongiurando possibili conseguenze negative legate al calore e alla mancanza di ventilazione all’interno dell’auto.
Accertamenti sanitari e giustificazione della madre
Una volta estratto dall’auto, il neonato è stato immediatamente sottoposto a un controllo da parte del personale sanitario dell’ARES 118 accorso sul luogo. Fortunatamente, le verifiche mediche hanno accertato il buono stato di salute del bambino, escludendo danni fisici.
Poco dopo l’intervento dei Carabinieri però, è sopraggiunta la madre del piccolo, che ha fornito una giustificazione per l’accaduto, dichiarando di essersi allontanata brevemente per accompagnare l’altro figlio presso un vicino centro sportivo.
Una dinamica dei fatti che ha portato però all’inevitabile segnalazione dell’episodio alla Procura della Repubblica competente, che valuterà eventuali responsabilità del genitore, con indagini che faranno luce sulla vicenda.


















