Lucido e freddo. Mark Samson è così che si è mostrato subito dopo aver ucciso l’ex fidanzata Ilaria Sula con tre coltellate al collo per poi sistemarne il corpo in una valigia poi buttata in un dirupo.
Mark Samson, la ricostruzione del giudice che ne ha disposto l’arresto. Le bugie
L’ordinanza del giudice per le indagini preliminari Antonella Minunni, che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per il ragazzo, dipinge un quadro agghiacciante di lucidità e freddezza mostrate da Samson subito dopo aver commesso l’efferato crimine.
Il gip sottolinea con forte preoccupazione il marcato autocontrollo e la sorprendente lucidità manifestati da Samson nella fase immediatamente successiva all’omicidio di Ilaria, promettente studentessa in scienze statistiche.
Nonostante le sue ripetute affermazioni di non poter vivere senza la ragazza e di non immaginare un futuro senza di lei, Samson, dopo averla uccisa con inaudita violenza e essersi sbarazzato del suo corpo, è stato in grado di rientrare in una parvenza di normalità con sconcertante immediatezza.
L’ordinanza
L’ordinanza ricostruisce minuziosamente come, subito dopo l’omicidio, Samson abbia incontrato un’amica di Ilaria, consumando con lei una piadina e discutendo, con apparente nonchalance, dei problemi che asseriva di avere con la vittima (che in quel momento giaceva già senza vita). Parallelamente, si legge nell’ordinanza, Samson si è abbandonato a conversazioni superficiali e banali, disquisendo del compleanno del fidanzato dell’amica e dei cornetti acquistati per una fantomatica ragazza.
Il gip Minunni evidenzia con sdegno come Samson non si sia fatto alcuno scrupolo nell’inviare al padre di Ilaria, pur essendo pienamente consapevole di essere l’autore del suo omicidio, messaggi fittizi attribuiti alla figlia. Lo stesso macabro stratagemma è stato utilizzato con le amiche della vittima, alle quali Samson si è spacciato per Ilaria, illudendole che fosse ancora viva. Ciò che sconvolge profondamente gli inquirenti è la rapidità con cui Samson ha messo in atto questa vile messinscena.
I pubblici ministeri, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano a Mark Antony Samson – studente in architettura – i reati di omicidio volontario aggravato dalla preesistente relazione affettiva con la vittima e di occultamento di cadavere.
Il quadro probatorio raccolto dagli investigatori è definito dal gip come “granitico”, lasciando pochi margini di dubbio sulla responsabilità dell’indagato.
Mark Samson: “Raptus di rabbia”
Durante l’interrogatorio, emerge un aspetto inquietante della personalità di Samson. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, il ragazzo ha mostrato maggiore difficoltà nel ricordare il contenuto delle conversazioni che Ilaria aveva intrattenuto con altri ragazzi rispetto al racconto dettagliato della mattina del 26 marzo, giorno in cui ha commesso l’omicidio. Samson ha liquidato l’accaduto definendolo un “raptus di rabbia”.
Tuttavia, la sua sofferenza, come traspare dalle sue dichiarazioni, sembra concentrarsi sulla “perdita di una parte di sé“, della “ragione per cui sorrideva” e della persona che gli faceva “sempre compagnia“.
Preoccupazione emerge anche per il fatto che “gli amici non avrebbero più visto il Mark di sempre che conoscono tutti“. Il gip annota con amarezza come questa reazione appaia distante dal dolore autentico per la tragica perdita di una giovane vita di soli 22 anni, causata dalla sua stessa mano, unicamente perché la ragazza desiderava fare nuove esperienze e conoscere altre persone.
L’ossessione di Mark
L’ordinanza riporta un passaggio cruciale dell’interrogatorio in cui Samson confessa di “non riuscire ad accettare la fine del rapporto nonostante gli amici gli avessero consigliato di lasciare andare la situazione“. Una frase emblematica che rivela la sua ossessione e la sua incapacità di accettare la volontà di Ilaria di porre fine alla loro relazione. “Ero pronto a combattere per riavere Ilaria come fidanzata“, ha dichiarato Samson, svelando un desiderio di controllo e un’incapacità di rispettare l’autonomia della sua ex compagna.
Nel corso dell’interrogatorio, Samson ha ricostruito la storia della sua relazione con Ilaria, iniziata nel 2023 sul luogo di lavoro e culminata con un fidanzamento il 30 aprile dello stesso anno. Ha descritto il loro rapporto come “normale, con alti e bassi come in ogni rapporto“.
I voti universitari
Tuttavia, la situazione ha iniziato a deteriorarsi circa due o tre mesi prima dell’omicidio, quando Ilaria gli chiese di visionare i suoi voti universitari. Questo, secondo quanto riferito da Samson, rappresentava per lui un problema significativo, quasi un trauma risalente all’infanzia, legato a una forte ansia da prestazione, specialmente nei confronti dei genitori.
Samson ha raccontato che Ilaria gli aveva posto un ultimatum: se non le avesse mostrato i voti, lo avrebbe lasciato, sottolineando come lei, al suo posto, non avrebbe avuto alcun problema a farlo. Alla fine di gennaio 2025, la coppia aveva deciso di prendersi una pausa di riflessione, che di fatto non si era mai concretizzata, poiché avevano continuato a frequentarsi. Tuttavia, Samson ha riferito che l’atteggiamento di Ilaria era instabile, alternando momenti in cui lo trattava come un fidanzato ad altri in cui lo considerava un semplice amico.
Il ragazzo ha insistito sul fatto che “non riusciva ad accettare la fine del rapporto con Ilaria“, nonostante i consigli degli amici di lasciar perdere la situazione. All’inizio di marzo, la situazione è precipitata ulteriormente quando Ilaria gli ha confidato di essersi iscritta a una piattaforma online, presumibilmente di incontri. Samson ha espresso il suo shock e la sua incredulità, dicendole che “era inutile utilizzare l’app per capire se mi amava“. Nonostante ciò, hanno continuato a vedersi per altri dieci giorni, durante i quali Ilaria appariva più fredda e distaccata, manifestando il desiderio di uscire con le amiche anche da sola.
L’atteggiamento altalenante di Ilaria, descritto da Samson come un’alternanza tra affettuosità e freddezza, sembra aver alimentato ulteriormente la sua frustrazione e il suo risentimento, culminando nel tragico “raptus di rabbia” da lui stesso confessato.
Le indagini sull’omicidio di Ilaria Sula si estendono anche alla madre di Mark Samson, attualmente indagata per concorso in occultamento di cadavere. La donna, durante un interrogatorio in questura, ha ammesso le proprie responsabilità nell’aver aiutato il figlio a pulire l’appartamento dopo il delitto, un ulteriore elemento che getta ombre inquietanti sulla dinamica familiare e sulla gestione successiva al terribile crimine.


















