Roma riscopre il Tevere: apre il primo parco d’affaccio dei cinque previsti per il Giubileo

Taglio del nastro per il primo parco urbano fluviale: tutti i dettagli dell'area naturalistica riconsegnata ai cittadini bonificata e attrezzata 

Uno dei render del parco urbano fluviale “Lungotevere delle navi”

Arriva dal Campidoglio, l’annuncio dell’inaugurazione di un’altra opera giubilare. Dopo il taglio del nastro del Ponte dell’Industria, l’inizio del weekend sarà infatti dedicato all’apertura del primo dei cinque parchi d’affaccio sul Tevere.

Taglio del nastro per il primo parco urbano fluviale: tutti i dettagli dell’area naturalistica riconsegnata ai cittadini bonificata e attrezzata

L’appuntamento per le autorità e i moltissimo curiosi, sarà sul Lungotevere delle Navi, dove è collocato il primo dei cinque parchi d’affaccio sul Tevere, il parco urbano fluviale “Lungotevere delle Navi”, previsti nell’ambizioso progetto che mira a restituire ai cittadini e ai turisti spazi verdi riqualificati e accessibili, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale.

Un passo importante nella riqualificazione delle sponde del fiume e nella valorizzazione del patrimonio naturalistico della città, in uno punto che diventerà finalmente fruibile, tra ponte Risorgimento e ponte Matteotti, lungo un’estensione di 1,6 ettari di verde, dove rilassarsi, passeggiare e godere della bellezza del Tevere.

Il progetto da consegnare alla città entro l’inizio del Giubileo 2025

L’inaugurazione di questo parco è solo l’inizio di un progetto più ampio che prevede la realizzazione di altri quattro parchi d’affaccio sul Tevere, in vista del Giubileo 2025, per restituire alla città spazi verdi riqualificati e accessibili, creando un sistema di parchi fluviali che valorizzi il Tevere come risorsa ambientale e culturale.

Un’appalto che prevede un investimento complessivo di oltre 7 milioni di euro, e che segna l’inizio di una nuova era per il rapporto tra Roma e il suo fiume, da sempre parte integrante dell’identità della città, che torna ad essere un luogo di incontro e di svago per i romani e i turisti.

Il nuovo parco d’affaccio sul Tevere

Il nuovo parco d’affaccio è stato progettato secondo criteri di sostenibilità ambientale e paesaggistica. L’area precedentemente degradata e inaccessibile, è stata trasformata in uno spazio verde fruibile da cittadini e turisti, con un belvedere panoramico sul Tevere.

Sarà possibile trovarvi radure attrezzate con strutture amovibili e piccoli moli per l’attracco delle canoe, in un ambiente bonificato e ripulito dai rifiuti, dove è stata mantenuta e valorizzata la vegetazione esistente, in particolare i pioppi, e sono stati creati percorsi pedonali e ciclabili, aree gioco e spazi per il relax, accessibile a tutti, comprese le persone con disabilità.

Il nuovo parco d’affaccio è già dichiarato Monumento Naturale, un riconoscimento che sottolinea l’importanza di quest’area golenale dal punto di vista ambientale e paesaggistico, che per lungo tempo è stata gestita dal WWF, e che lo rende un luogo ideale per la fruizione turistico-didattica, e la possibilità di immergersi nella natura senza allontanarsi dal centro della città.

Gli altri parchi d’affaccio

Dopo l’inaugurazione del parco del lungotevere delle Navi, sarà la volta degli altri quattro parchi d’affaccio: i Prati di Acqua Acetosa, Ponte Milvio, Foro Italico e Ostia Antica. Ognuno dei quali avrà caratteristiche proprie, ma tutti saranno accomunati dall’obiettivo di valorizzare il Tevere e di offrire ai cittadini e ai turisti spazi verdi di qualità.

Il parco dei Prati di Acqua Acetosa

Il parco dei Prati di Acqua Acetosa, situato alla confluenza tra il Tevere e l’Aniene, sarà il prossimo ad essere consegnato alla cittadinanza, e si estenderà su un’area di otto ettari con la caratteristica di avere tre terrazze di affaccio sul fiume, aree giochi e percorsi pedonali e ciclabili.

L’area, precedentemente nota come “Acqua Acetosa”, verrà inoltre restituita riprendendo il suo toponimo storico grazie a una ricerca sui toponimi storici che ha rilevato come quella zona fino ai primi 30 anni dello scorso secolo fosse chiamata così.