Roma, il processo per l’omicidio del giocattolaio Sergio Buccolini si chiude dopo 23 anni: l’ultima condanna

Il giocattolaio venne ritrovato ucciso nel retrobottega del suo negozio a Termini: condannato anche l'ultimo imputato

I carabinieri sul luogo di un omicidio. Foto di archivio

Chiuso a piazzale Clodio, dopo 23 anni, il processo per l’omicidio di Sergio Buccolini, il giocattolaio di 65 anni trovato nel retrobottega del suo bazar a Termini legato a una sedia e col cranio fracassato a martellate. Condannato pure l’ultimo dei quattro rapinatori-assassini e rimasti a mani vuote.

Il giocattolaio venne ritrovato ucciso nel retrobottega del suo negozio a Termini: condannato anche l’ultimo imputato

All’epoca ventenni romeni pronti a uccidere per farsi consegnare dal giocattolaio le chiavi di casa senza trovare nulla di valore.

Luciano Valentin Huzuneanu, che per anni si era reso irreperibile, è stato condannato nei giorni a 24 anni di carcere in primo grado.

Una precedente condanna a 28 anni era stata annullata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo nel 2017 perché pronunciata in contumacia. Il processo si era riaperto dopo il nuovo rinvio a giudizio per omicidio volontario disposto nel 2020 dal gip di Roma.

Nel frattempo l’imputato sconta otto anni di carcere e sostiene 20 esami nella facoltà di giurisprudenza.

Una vicenda giudiziaria lunga che ha avuto inizio il 15 luglio 2001 in via Principe Umberto al momento della scoperta del cadavere del giocattolaio nel suo negozio.

Aveva la testa fracassata da, secondo gli inquirenti, violenti colpi inferti con un mattarello in legno che lo stesso giocattolaio esponeva per la vendita. Gli aggressori lo avevano legato a scopo di rapina dato che il loro obiettivo erano le chiavi dell’appartamento dove l’uomo aveva una cassaforte. Il colpo non riuscì e si accanirono su di lui uccidendolo.

I sospettati

Per quell’omicidio, nelle ore successive, venne fermato, grazie alle testimonianze dei vicini, il romeno Alui Zaidela, allora 25enne, ma il resto della banda composto da Giucoane George, Bolcea Joan Cosmin e Luciano Valentin Huzuneanu, tutti romeni e originari di Timisoara, si diedero alla macchia.

Giucoane e Bolcea, vennero però arrestati in Francia nel maggio 2002 ed estradati in Italia. Pur mancando il quarto componente, si incardinò il processo per Giucoane e Bolcea, mentre Huzuneanu, irreperibile, venne processato in contumacia.

Il processo terminò con una condanna a 28 anni per i 3 che, in appello, divenne 20 anni soltanto per Giucoane e Bolcea, perché patteggiarono.

Zaidela, invece, in un processo stralcio, venne condannato ad una pena più mite perché aveva collaborato alle indagini e riconosciuto come il “palo” del gruppo e non il picchiatore.

Il legale di Huzuneanu, l’avvocato Michele Monaco – seguì il caso fino in Cassazione dove gli venne confermata la pesante condanna, poi annullata perché pronunciata in contumacia.

Due anni fa la riapertura del nuovo procedimento e dopo 23 anni dal delitto del giocattolaio anche l’ultimo killer è finito in carcere col rischio di restarci per 24 anni. (La pena definitiva scatterà solo dopo la pronuncia in Cassazione).

Luciano Valentin Huzuneanu da parte sua si è sempre ritenuto innocente.