Roma, apre l’area archeologica di Grottarossa: i due open day gratuiti

L'area archeologica di Grottarossa sarà visitabile in via straordinaria in due giorni: quando e come prenotarsi

Open day dell’area archeologica di Grottarossa. La Soprintendenza Speciale di Roma promuove per giugno 2023 due aperture straordinarie e a ingresso gratuito nel sito sconosciuto ai più. L’area, infatti, viene aperta solo in occasioni speciali.

L’area archeologica di Grottarossa sarà visitabile in via straordinaria in due giorni: quando e come prenotarsi

Le visite si terranno martedì 13 e giovedì 22 giugno alle 10.00 e alle 11.00 per un massimo di trenta partecipanti per turno.

Le visite sono gratuite e a cura dell’archeologo responsabile del sito Roberto Narducci e dell’archeologa Barbara Ciarrocchi. Bisognerà, però, prenotarsi compilando l’apposito modulo.

Il tesoro sulla Flaminia

Posta al VI miglio dell’antica via Flaminia, che riemerge in più punti tra gli edifici moderni, la piana presenta una grande concentrazione di edifici funerari, alcuni dei quali di straordinaria monumentalità forse per la vicinanza con l’abitato di Rubrae e con grandiose ville residenziali situate sull’altopiano omonimo.

Le indagini compiute dalla Soprintendenza tra il 1980 e il 1989 hanno individuato diversi edifici funerari, un grande complesso residenziale, un impianto tardo antico ed un lungo tratto della via consolare che corre tra i mausolei in parte ancora visibili.

I mausolei a torre

Questi sono del tipo “a torre” (I secolo a. C.-I secolo d. C.), trasformato in fortilizio a controllo del Tevere nel Medioevo, a tamburo cilindrico (seconda metà del I secolo a. C.) ed un sepolcro del tipo a “tempietto” (metà II secolo d. C.). Più a nord, sullo stesso lato della Flaminia, si succedono altri monumenti funerari, tra cui quello “a nicchie” per olle cinerarie delimitato da un recinto in laterizio (I secolo d. C.).

L’angolo sinistro del frontone del sepolcro “a tempietto” in laterizi sagomati, coronato da una raffinata cornice marmorea, è stato recuperato e ricomposto nell’Antiquarium di Malborghetto che accoglie alcuni materiali testimonianza della ricchezza dell’area e della sua lunga frequentazione fino nel Medioevo, quando il sito divenne una cava per materiali da calcinare.