Roma, Regina Coeli violenta. Detenuto somalo malmena 3 agenti: ricoverati in ospedale

Ennesimo grave episodio in pochi giorni con tre agenti malmenati e gravemente feriti da un prigioniero di origine africana

Roma: a pochissimi giorni dall’episodio che vi avevamo descritto in un altro nostro articolo, dove vi avevamo raccontato di alcune recenti aggressioni nel carcere Capitolino di Regina Coeli, nel pomeriggio di oggi, mercoledì 17 maggio, un altro detenuto, somalo, ha malmenato e gravemente ferito, all’interno della sezione 3 della stessa casa circondariale, alcuni agenti della penitenziaria, intorno alle 16.45.

Ennesimo grave episodio in pochi giorni con tre agenti malmenati e gravemente feriti da un prigioniero di origine africana

Il prigioniero africano, recluso nel carcere trasteverino, si sarebbe avventato con tremenda foga e violenza picchiando con calci e pugni i poliziotti ed il coordinatore del reparto è intervenuto una volta capito che i colleghi stavano in grave difficoltà davanti alla furia del somalo, facendo accorrere in massa rinforzi che a stento sono riusciti a dar man forte agli aggrediti, immobilizzando lo scatenato picchiatore.

Successivamente gli agenti massacrati di botte sono stati ricoverati d’urgenza al Fatebenefratelli di Roma, con una nota ufficiale di Massimo Costantino, segretario generale della Fns Cisl Lazio che ha commentato amaramente l’accaduto con queste parole: “Purtroppo dobbiamo evidenziare che le promesse di invio di personale di Polizia Penitenziaria si son dimostrate vane, dato che l’invio di unità in uscita è maggiore rispetto a quelle in entrata e, quindi, la carenza resta cronica”.

Ormai gli assalti dei detenuti contro il personale del carcere sono quasi quotidiani, soprattutto nell’ultimo periodo e stanno diventando un drammatico quanto frequentissimo clichè: “Le aggressioni avvenute in meno di 8 giorni sono tre e sono dovute anche alla presenza di detenuti con problemi psichiatrici. Se non si comprende che tale problema non è gestibile dall’Amministrazione Penitenziaria, ma che vi è necessità di aumentare la sanità psichiatrica, allora vuol dire scaricare il problema sul Corpo di Polizia Penitenziaria. Preoccupa pertanto la situazione attuale del carcere di Regina Coeli. Esprimiamo la nostra solidarietà al personale coinvolto”.

Viene rimarcato da tempo infatti il cronico sovraffollamento delle carceri italiane e di quelle capitoline, con Regina Coeli intesta, stretta nella morsa letale tra questo problema e quello altrettanto drammatico legato al fatto che numerosi carcerati del penitenziario trasteverino sono affetti da gravi problemi psichiatrici che li rendono vere e proprie “schegge impazzite”, capaci anche di uccidere in un lampo per qualsiasi motivo in qualsiasi momento ne abbiano la possibilità, per non tacere della carenze in organico.