Roma, arrestato l’hacker che minacciava di inquinare gli alimenti dei supermercati col cianuro

Una complessa indagine informatica da parte della polizia postale, partita nell'agosto 2021 è giunta al termine con la cattura del criminale informatico

Roma: minacce ben fondate quelle di un 47hacker originario di Trieste, che però è stato individuato e arrestato. Il criminale informatico, con diversi file video inviati tramite mail criptate, inviate da provider esteri, ha spaventato la rete e i proprietari di supermercati della città Eterna e di mezza Europa.

Una complessa indagine informatica da parte della polizia postale, partita nell’agosto 2021 è giunta al termine con la cattura dell’hacker

Qui  l’hacker friulano asseriva di essere in grado di avvelenare col cianuro, con veleno per topi e solfato di tallio, in una data imprecisata, creando un vero e proprio hype di panico. Per non mettere in atto il suo proposito aveva chiesto un riscatto di migliaia di euro che dovevano essere pagate dalle aziende alimentari oggetto della missiva.

La spirale di terrore ha avuto termine in queste ore, quando dopo accuratissime indagini informatiche condotte dalla Polizia Postale del Lazio, l’hacker è stato arrestato e accusato del reato di estorsione e pirateria informatica.

L’uomo è dunque il destinatario del dispositivo che prevede la custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Roma. Tutto ebbe inizio quasi un anno fa, nell’agosto del 2021 e le indagini si sono concluse a ridosso del mese appena trascorso, a fine maggio.

Eludendo sofisticati protocolli di anonimizzazione, le forze dell’ordine hanno smantellato le sue trame.

Il criminale voleva essere pagato in criptovalute, altrimenti avrebbe dato il via all’opera di letale contaminazione, creando un forte allarme e dando grave discredito all’immagine delle aziende alimentari destinatarie dei video dimostrativi, in cui si certificava che l’uomo fosse in grado di mettere in atto quanto prometteva.

Un gigantesco giro, visto che anche altre aziende, in Austria, Svizzera, Spagna, Francia e Germania, erano state minacciate allo stesso modo dal pirata informatico.

Proprio la sinergia fra i vari sistemi di sicurezza informatica, con quelli austriaci e l’italiano Eurojust in prima fila, hanno dato impulso decisivo per risalire tramite un intricato puzzle, all’identità del malvivente.

In una lunghissima attività di perquisizione domiciliare operata in Fiuli Venezia Giulia a casa dell’hacker, inoltre, erano stati trovati un forno, una bilancia ed una tovaglia identici a quelli apparsi in uno dei video in cui il criminale informatico mostrava come avrebbe potuto avvelenare gli alimenti, e tutti  i suoi devices sono stati sequestrati al momento dell’arresto.

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