Manlio Cerroni di nuovo a processo: l’accusa traffico illecito di rifiuti

Rifiuti: Cerroni sarà processato per la gestione del percolato accumulato a Malagrotta

Il camion Ama caduto nel centro di Malagrotta

Nuovo processo con l’accusa di traffico illecito di rifiuti per Manlio Cerroni, l’ex patron di Malagrotta, la maxi discarica romana chiusa dal 2013: non avrebbe eliminato il percolato dall’impianto, dirottando i risparmi su altre società.

Rifiuti: Cerroni sarà processato per la gestione del percolato accumulato a Malagrotta

L’imprenditore, ormai 94enne al centro di numerosi procedimenti e mai condannato, oggi, 10 maggio, è stato rinviato a giudizio dal gip Clementina Forleo a piazzale Clodio con altre sei persone per traffico illecito di rifiuti. Il processo si aprirà il 25 ottobre davanti al giudice monocratico.

Sempre a proposito di rifiuti (leggi qui)

Le contestazioni

Gli indagati – tra cui il suo fidato collaboratore Francesco Rando – sono accusati anche di attività di gestione dei rifiuti non organizzata. Il Campidoglio, rappresentato in giudizio dall’avvocato Enrico Maggiore, si è costituito parte civile nel procedimento.

Secondo l’accusa contenuta gli indagati “in concorso tra loro e nelle qualifiche descritte in rubrica, al fine di profitto e con attività organizzata gestivano abusivamente ed abitualmente ingenti quantitativi di rifiuti speciali”.

In particolare omettevano di procedere” all’estrazione “dalla discarica di Malagrotta del rifiuto speciale denominato ‘percolato di discarica’ prodottosi per effetto della infiltrazione dell’acqua piovana nella massa dei rifiuti e della decomposizione naturale degli stessi che il gestore era obbligato ad estrarre e smaltire in base al bilancio idrologico da presentarsi almeno annualmente”.

L’indagine era nata dopo gli accertamenti svolti nella discarica dove erano stati smaltiti fino al primo ottobre del 2013 i rifiuti provenienti da Roma.

Per gli inquirenti “l’enorme quantità di rifiuti da essa contenuti richiede una attività di gestione volta ad evitare che i prodotti della trasformazione e decomposizioni dei rifiuti si disperdano nell’ambiente circostante inquinandolo.

L’estrazione del percolato ha dei molto ai costi per l’impresa che gestisce la discarica e, stando alla procura, i soldi risparmiati sarebbero stati utilizzati per altre società.

La difesa

“Si tratta di una decisione in linea con l’andazzo sulle udienze preliminari a Roma e in Italia”, il commento del difensore di Cerroni, l’avvocato Alessandro Diddi, “Il reato di traffico illecito di rifiuti presuppone due elementi costitutivi: il rifiuto e il guadagno illecito dal rifiuto. Ecco, i periti hanno escluso entrambi i presupposti ma nonostante ciò il gip ha disposto il rinvio a giudizio”.

“La perizia tecnico ecologica  su Malagrotta – chiarisce l’avvocato a Canaledieci – infatti ha escluso che il percolato sia un rifiuto, mentre la perizia tecnico contabile non ha rilevato illeciti economici. Ci aspettiamo una nuova assoluzione”.

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