Dopo 40 anni il cinema riscopre il trash Squallor di “Arrapaho”: proiezione anche a Roma

Arrapaho di Ciro Ippolito e degli Squallor torna sugli schermi per il lancio del blue ray: il successo del film raccontato dal regista

Roma: Arrapaho di Ciro Ippolito e degli Squallor torna sugli schermi per il lancio del Blue-ray, e lo fa nelle due città dove all’epoca la particolarissima pellicola venne accolta probabilmente con maggior successo, e cioè a Napoli, nella città natale del produttore, attore e regista Ippolito dove verrà proiettato il 3 maggio, e a Roma il 9 dello stesso mese. Ad annunciarlo su Instagram il critico cinematografico Marco Giusti.

“Arrapaho” di Ciro Ippolito e degli Squallor torna sugli schermi per il lancio del blue ray: il successo del film raccontato dal regista

Che sia stato considerato un successo o un vero flop, e da “qualcuno” addirittura definito inguardabile, poco importa, “Arrapaho” infatti il film super trash di Ciro Ippolito e degli Squallor, tornerà in sala anche se solo per due serate e per una seconda vita cinematografica in formato Blue-ray a maggio di quest’anno.

In Italia ma anche altrove, a tutte le pellicole cinematografiche considerate di rottura – e questa lo è – viene data spesso una seconda possibilità, per saggiare nel tempo se qualcosa sia cambiato nei gusti e nella testa della gente. Ma forse non sono proprio queste intenzioni sociologiche che hanno spinto il produttore a riportare in auge “Arrapaho”, questa incredibile storia cult movie trash degli anni ’80, ispirato all’omonimo album degli Squallor.

Certo un capolavoro non è, mentre la musa Cansino, la bella del filmetto, ancora oggi si mantiene in forma da quegli anni di cinema semplice e malizioso, dove un po’ di sana e pacifica follia era concessa. L’attrice e show girl dopo una lunga carriera televisiva, dal gennaio del 2012, entra a fare parte come opinionista della trasmissione di Canale 5 Uomini e donne nelle puntate del trono “over” fino alla stagione 2019-20; successivamente, dopo l’unione dei troni, anche del “classico.

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Nella foto l’attrice e showgirl Tinì Cansino, all’epoca del film nel 1984 e oggi

Ippolito, napoletano classe ’57, così racconta quegli anni di cinema al quotidiano Il Tempo, rivelando, anche se non è una novità del marketing dell’ultim’ora, che proprio le stroncature della critica aiutarono paradossalmente il film, e soprattutto ad essere ricordato. Il regista ricorda com’era andata, non celando a nostro avviso anche un po’ di nostalgia:

La stroncatura sul dizionario dei film di Mereghettidice Ippolito al Tempo – è stata la mia fortuna perché ha reso il film immortale. È un’operazione dadaista, un film volutamente brutto con attori cani, improvvisati e improbabili. Tutte le attrici scartate per interpretare Scella Pezzata (la bella squaw del film, ndr) si offesero a morte quando scelsi Tinì Cansino, con la sua inflessione napoletana e nessuna esperienza. In ogni caso abbiamo anticipato il linguaggio di internet e delle web serie. Ora mi scrivono i critici d’arte: “Meglio di Duchamp”. Cercavo di dare una svolta dopo l’overdose di film con Mario Merola. – prosegue -, una notte sentì la canzone Arrapaho a tutto volume da un’auto in corsa e mi venne l’idea, così contattai la band e scrivemmo il film a Milano in poche notti”.

La trama leggera, narra di “Scella Pezzata”, interpretata da Tinì Cansino, figlia del capo indiano Palla Pesante della tribù dei Cefaloni, promessa sposa di Cavallo Pazzo, anche se è innamorata di Arrapaho, figlio del capo indiano Mazza Nera della tribù degli Arrapaho, il quale è a sua volta oggetto dei desideri di Luna Caprese..

Arrapaho e Scella Pezzata vengono rapiti da Cavallo Pazzo, ma grazie al salvataggio ad opera di Latte Macchiato e Luna Caprese riescono a fuggire insieme. A Cavallo Pazzo non resta che rifugiarsi nelle braccia di Luna Caprese. Come degno finale di un film del genere poi, il film si conclude con la rappresentazione dell’Aida sulla falsariga del brano che apre l’album degli Squallor.

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Nella foto l’attore Armando Marra è Cavallo Pazzo nel film di Ippoliti

Questo non sarebbe niente se confrontato alla vera particolarità del film, che lo contraddistingue da qualunque altra produzione nota dei quegli anni, e cioè il costo minimo (135 milioni di vecchie lire) e i tempi di realizzazione, appena 15 giorni di riprese.

“Arrapaho” sarà in visione al Filangieri di Napoli alle ore 21,00 il giorno 3 maggio e la Cinema Troisi di Roma il 9 maggio, a presentarlo naturalmente saranno il regista Ciro Ippolito è Marco Giusti.

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