Ucciso per rapinargli 6 euro: l’omicidio di Corviale resta senza colpevole

La Cassazione ha annullato la sentenza di primo grado e disposto un nuovo processo d'appello per l'omicidio

Per l’omicidio di Corviale si riparte da zero. Chi ha massacrato a pugni il 74enne Alfredo Caparelli per rovistare nelle buste della spesa e rapinargli il portafogli con 6 euro? Il processo a carico di Ladislav Pala, 52 anni, il cittadino ceco un po’ sbandato, in primo grado ritenuto innocente, che aveva pure filmato con lo smartphone la vittima inerme e agonizzante, e condannato in secondo grado a 14 anni e 8 mesi, dovrà ricominciare da capo.

La Cassazione ha annullato la sentenza di secondo grado e disposto un processo d’appello bis per l’omicidio

La Cassazione ha appena annullato la sentenza di secondo grado e disposto un nuovo processo d’appello. Troppe discordanze nelle testimonianze. L’unico testimone che ha riferito di aver visto il cittadino ceco colpire l’anziano – in base ai riscontri con gli altri testi – sarebbe arrivato quando già la vittima era agonizzante, quindi non credibile. Il risultato: Pala, prima assolto e poi condannato e ora in attesa di un nuovo processo è libero e ormai irrintracciabile.

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Nella foto Ladislav Pala. Assolto dall’accusa di omicidio si è reso irreperibile

L’aggressione risale al dicembre 2018. La faccia fracassata, le buste sparpagliate e il portafogli e il carrello della spesa sparito. Quattro mesi di agonia e poi la morte. Eppure sembrava risolto il barbaro omicidio di Corviale. Nelle mani degli investigatori era finito un filmato della vittima inerme, insanguinata, estrapolato proprio dal telefonino di Pala trovato nel luogo dell’omicidio e consegnato da un testimone (forse impaurito?) solo giorni dopo. ”Serve una mano?”. ”Chi sei? Chiamo qualcuno?”, si sente la voce registrata del clochard ceco. Per poi scappare via senza chiedere i soccorsi. C’era il filmato e c’era pure un testimone, un magrebino: ”L’ho visto colpire. Ho tentato di rincorrerlo, ma è scappato via. Gli ho dato comunque un colpo alla schiena”, aveva raccontato ai carabinieri.

Prima l’assoluzione

Ora, però, il caso è ripiombato nel giallo. Nel febbraio 2020 l’assoluzione. Per il gup Cinzia Parasporo non era stato lui a uccidere quella sera, non lontano da largo Cesare Reduzzi. Il giudice ha così respinto la richiesta di ergastolo della procura per i reati di omicidio volontario e rapina, ridotto per la scelta del rito abbreviato a trent’anni di carcere.
Il filmato, un testimone, l’arma del delitto: tutti gli indizi portavano al cittadino ceco vagabondo. Caparelli, per il medico che ha proceduto all’autopsia, era morto per un fracasso facciale, con fratture multiple bilaterali, come se fosse stato colpito da un corpo contundente e da un guanto uncinato. Per gli investigatori i numerosi anelli, di cui alcuni acuminati, portati abitualmente da Pala erano stati usati come un pugno di ferro. Dopo l’assoluzione di primo grado, la condanna solo per l’omicidio e per la rapina tentata in secondo grado, e adesso un processo bis davanti alla Corte di assise d’Appello.

La difesa

Pala avevo trascorso quasi un anno in carcere da innocente”, hanno detto i difensori, gli avvocati Antonio Lazzara e Ilaria Truini, ”Siamo ovviamente soddisfatti per l’annullamento della sentenza di secondo grado. Convinti della innocenza del nostro assistito come riconosciuto dal primo pronunciamento”. Da qui la decisione dei due penalisti di ricorrere in Cassazione per annullare la condanna, ricorso che ha convinto anche il procuratore generale che ne ha chiesto l’accoglimento.

Quindi, chi ha ucciso l’anziano di Corviale? Sul posto era stato trovato anche un coltello lungo 17 centimetri sporco di sangue mai analizzato.

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