Maxi-sequestro di Khat a Roma: viaggiava con sette valigie piene

Un passeggero israeliano proveniente da Tel Aviv è stato fermato al controllo doganale. Nei bagagli da stiva oltre due quintali di Khat la sostanza era probabilmente diretta al mercato romano

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Sette valigie imbarcate in stiva, tutte intestate a suo nome. All’interno, però, non c’erano abiti o souvenir, ma un immenso carico di droga, sembra destinato a rifornire proprio le piazze dello spaccio della Capitale. Ben 216 chilogrammi di khat (la catha edulis), una pianta dagli effetti stimolanti e allucinogeni diffusissima nel Corno d’Africa e nella penisola arabica, sono stati intercettati e sequestrati all’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino.

Un passeggero israeliano proveniente da Tel Aviv è stato fermato al controllo doganale. Nei bagagli da stiva oltre due quintali di Khat la sostanza era probabilmente diretta al mercato romano

A finire nei guai è un cittadino di nazionalità israeliana, atterrato nello scalo romano con un volo proveniente da Tel Aviv.

Il nervosismo al controllo e la scoperta

A tradire l’uomo è stato l’atteggiamento visibilmente nervoso e le risposte decisamente troppo vaghe e contraddittorie fornite durante i primi accertamenti di routine sui motivi del viaggio e sui dettagli del suo soggiorno in Italia. Un comportamento che ha insospettito i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).

Da lì è scattato il controllo mirato. I sette bagagli del passeggero sono stati prima passati allo scanner radiogeno e poi aperti manualmente.

La sorpresa è stata enorme: le valigie erano letteralmente stipate di mazzetti e arbusti freschi, fogliame e germogli della pianta stupefacente, pronti per essere immessi sul mercato romano.

La denuncia

Essendo l’unico intestatario dei tag di viaggio associati al maxi-carico, l’uomo non ha potuto fornire alcuna giustificazione plausibile. L’intero carico di Khat è stato sottoposto a sequestro penale, mentre il passeggero è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Civitavecchia con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti.

L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di vigilanza e contrasto ai traffici illeciti transnazionali che la Guardia di Finanza e l’ADM portano avanti in sinergia nei principali scali marittimi e aerei del Paese, a tutela della legalità e della salute pubblica.