Apertura della Scala, il tenore Daniele Adriani: “La lirica si piega al Covid”

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Anche la lirica si piega al Covid-19. Nel bene o nel male la giornata di oggi resterà nella storia della musica concertistica italiana. Tra poche ore, infatti, si terrà l’apertura della Scala di Milano, per la prima volta senza pubblico.

Oggi la Prima della Scala di Milano, ma senza pubblico

Doveva essere la sera della “Lucia di Lammermoor“, designata per la tradizionale Prima della Scala di Milano, ma l’opera è saltata per un focolaio di Coronavirus nel coro. Il teatro però ha deciso di non fermarsi e aprire la stagione con “A riveder le stelle“, spettacolo con 24 tra le arie più famose di sempre. Tutto rigorosamente senza pubblico e trasmesso in tv e in diretta streaming. Inoltre, per cantare l’inno di Mameli, con cui parte lo spettacolo sono stati scelti i lavoratori del teatro.

Sconforto“, è il filo conduttore che lega le parole del tenore Daniele Adriani – tra le voci più promettenti in Italia – che abbiamo sentito per capire le sensazioni che prova un artista lirico al cospetto di un evento tanto storico, quanto innaturale.

“Personalmente  – commenta Adriani – non mi è mai capitato di esibirmi senza pubblico in streaming, ma vederlo da fuori genera tanta preoccupazione e sconforto. Come gli sportivi, noi facciamo tantissimi sacrifici, dobbiamo allenarci tutti i giorni e lavorare su uno degli strumenti più difficili da costruire: la voce.

Andare in scena senza spettatori in platea e nelle gallerie, non ricevere l’applauso che è la manifestazione massima dell’apprezzamento del pubblico, non solo non ci gratifica e la performance non trova appagamento, ma sminuisce il nostro impegno e la nostra dedizione

Inoltre,  – prosegue Adriani – la possibilità che il web diventi uno dei mezzi principali per fare cultura, come testimoniano le dichiarazioni del Ministro Franceschini riguardo agli investimenti sullo streaming, ritengo sia sbagliatissimo. Va bene trovare soluzioni alternative per l’emergenza Covid, ma appena possibile si devono riaprire i teatri e riportare il pubblico in sala. Non ci interessano i like sui social… l’opera non può e non deve diventare una diretta streaming.

Per quanto riguarda la situazione attuale del nostro settore,  – aggiunge – segnaliamo uno scarso interesse da parte dello Stato a tutelare e a proteggere quella che è una delle eccellenze del nostro patrimonio culturale. Da tutte le parti provengono commenti di sconforto. Il Ministero ci prende poco in considerazione, forse, perchè non generiamo un indotto paragonabile alle grandi competizioni sportive. Ho saputo da una collega del coro di Santa Cecilia, ad esempio, che sono stati fermi e poi hanno ripreso perché uno di loro era positivo. Nella sport se uno si ferma, lo “spettacolo” va avanti, nel nostro mondo questo evidentemente non è fattibile per questione di costi, ma probabilmente anche per scarso interesse. So che comunque sulla questione si stanno attivando diverse compagini di sindacati nazionali.

Nel frattempo, stiamo andando avanti con dei contributi (rimborsi per spettacoli annullati) ma non abbiamo alcuna prospettiva per il futuro. Per il ritorno alla normalità probabilmente dovremo attendere la stagione del 2022.

Personalmente la mia prossima produzione è prevista per marzo 2021 e dovrei iniziare a lavorare fine febbraio, ma non abbiamo alcuna certezza. Nell’attesa comunque continuerò la mia preparazione tecnica e interpretativa personale, fatta di studio e formazione, investendo su me stesso”. – conclude Adriani.

Prima della Scala, il programma

Si partirà da estratti di opere di Giuseppe Verdi per proseguire con Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini, Georges Bizet, Jules Massenet, Richard Wagner e Gioachino Rossini. Le musiche dei balletti saranno di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Davide Dileo, e Erik Satie. Le arie d’opera e i momenti di danza saranno collegati e contestualizzati da testi recitati da attori, a significare la continuità tra le arti già indicata dal titolo che riprende “e quindi uscimmo a riveder le stelle”, il celebre verso con cui si chiude l’Inferno della Divina Commedia, nel settecentesimo anniversario della scomparsa di Dante Alighieri.

La platea e i palchi, privati del pubblico, saranno occupati dall’orchestra e dagli artisti. In una versione mai vista prima della scenografia della Scala, firmata dal regista Davide Livermore insieme a Giò Forma, con le scenografie digitali di D-Wok.

Alla chiamata della Scala hanno risposto 24 tra i cantanti più celebri del nostro tempo: Ildar Abdrazakov, Roberto Alagna, Carlos Álvarez, Piotr Beczala, Benjamin Bernheim, Eleonora Buratto, Marianne Crebassa, Plácido Domingo, Rosa Feola, Juan Diego Flórez, Elīna Garanča, Vittorio Grigolo, Jonas Kaufmann, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Camilla Nylund, Kristine Opolais, Lisette Oropesa, George Petean, Marina Rebeka, Luca Salsi, Andreas Schager, Ludovic Tézier, Sonya Yoncheva.

Tra i protagonisti nel balletto anche l’etoile Roberto Bolle.

Come e dove vedere la diretta della prima della Scala 2020

La Prima della Scala sarà in diretta oggi, a partire dalle 16:45, su Rai 1 e sulle frequenze di Radio 3. Per chi volesse seguirla online, lo può fare su Rai Play (nella sezione “dirette“) collegandosi al sito dedicato o scaricando l’app per smartphone e tablet.

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