Avrebbe ucciso la compagna, Angelina Soares De Souza, facendola cadere dal quarto piano di una palazzina di Ostia. Per questo terribile gesto Dorin Nemtelea, operaio 44enne di origine romena, è stato condannato in secondo grado dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma.
Per Dorin Nemtelea la Corte d’Assise d’Appello di Roma conferma la condanna di primo grado
La sentenza – emessa il 5 novembre – è arrivata a sette mesi di distanza da quella di primo grado, di cui ha confermato l’esito. Per l’imputato, accusato di omicidio volontario, la pena resta ferma a 24 anni di reclusione.
Il delitto in via Mario Fasan
La drammatica vicenda risale alle prime ore del mattino del 3 aprile 2024, quando, al culmine di una lite domestica, Nemtelea avrebbe spinto la compagna, brasiliana, di due anni più grande di lui, oltre il parapetto del balcone di una palazzina popolare in via Mario Fasan. Dopo la caduta dal quarto piano, il corpo della donna è stato ritrovato riverso sul marciapiede sottostante. Purtroppo sono stati inutili i soccorsi prestati dal personale sanitario, arrivato in ambulanza insieme alla Polizia di Stato.
Secondo quanto emerso dal procedimento, la coppia all’epoca dei fatti conviveva da qualche tempo, ma la relazione sarebbe stata tutt’altro che serena, minata anche da questioni di gelosia.
La sentenza di primo grado
In primo grado il pubblico ministero aveva chiesto 21 anni di reclusione. I giudici sono andati oltre la richiesta e hanno condannato l’imputato a 24 anni, riconoscendo l’aggravante della relazione affettiva che legava l’uomo alla vittima.
L’ipotesi dell’incidente, tesi respinta nel processo
Nel corso delle indagini e del procedimento si era a lungo vagliata anche l’ipotesi, sostenuta dalla difesa, di un incidente legato a un tentativo della vittima di raggiungere un appartamento sottostante calandosi dal balcone. Nell’edificio sarebbe stata attiva una rete di spaccio e, per ragioni legate a questa attività, la donna avrebbe tentato di raggiungere l’appartamento sottostante. Una tesi che non ha però trovato riscontro nel processo, conclusosi con la condanna dell’imputato.
Le parole dell’avvocato Pascucci: “Una vicenda definita nel merito”
“Al momento, quello di Angelina Soares De Souza è l’ultimo femminicidio di Ostia e ha trovato una definizione nel merito. L’enorme quantità di testimoni che ha coinvolto, tra gli altri, la piazza di spaccio della zona ha reso più fumosa una vicenda che, alla fine, si è delineata grazie agli elementi oggettivi entrati nel processo”, ha dichiarato l’avvocato Guido Pascucci, difensore di parte civile dei familiari della 46enne.
La difesa annuncia il ricorso in Cassazione
La difesa dell’imputato, che ha sempre sostenuto la tesi dell’incidente, ha già annunciato il ricorso in Cassazione. “Faremo ricorso in Cassazione per dimostrare che non si è trattato di un femminicidio ma di un incidente occorso mentre la vittima stava tentando di calarsi dal balcone fino al terzo piano. L’imputato non c’entra nulla con quello che è un tragico incidente”, ha affermato l’avvocato Andrea Palmiero, difensore di Nemtelea.

















