Un nuovo episodio di danneggiamento e sfregio ad un edificio vincolato, scuote il quartiere di Monte Mario, dove la storica casa cantoniera che si affaccia sulla pista ciclabile della Pineta Sacchetti è stata oggetto di effrazione e sfregio. Gli accessi dell’immobile sono stati visibilmente forzati, sollevando immediata apprensione tra i residenti per il rischio di occupazioni abusive.
Gli ingressi dell’edificio vincolato sulla ciclabile trovati spalancati e i murales sfregiati: dai social scatta l’allarme dei residenti che chiedono verifiche urgenti alle forze dell’ordine
La struttura al centro della segnalazione è la storica ex casa cantoniera situata in via Monfortani 51 (nota anche come viale dei Monfortani), un punto di riferimento iconico per tutto il quadrante nord-ovest della capitale.
Questo immobile ferroviario risale all’originale tracciato della linea Roma-Viterbo (storicamente posizionato al chilometro 9+311) e sorge a ridosso del Parco Lineare Ciclopedonale che collega Monte Ciocci a Monte Mario, proprio nel tratto compreso tra le stazioni di Gemelli e Monte Mario.
Negli ultimi anni l’edificio era stato sottratto all’oblio grazie a importanti progetti di riqualificazione urbana incentrati sulla street art, trasformandosi in una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto e in un simbolo di aggregazione socio-culturale per la cittadinanza locale. Proprio per questo motivo, vedere la struttura oggi abbandonata a se stessa rappresenta una ferita per chi ha visto nascere quel percorso di rinascita del quartiere.
Gli ingressi forzati e i danni alle opere di street art
L’allarme è scattato nelle ultime ore attraverso varie segnalazioni e documentazioni fotografiche condivise all’interno dei gruppi di discussione della comunità locale. Dalle immagini diffuse dagli stessi cittadini sul web, la struttura non appare soltanto incustodita, ma palesemente violata nella sua perimetrazione di sicurezza.
Gli accessi al piano strada presentano scuri divelti e aperture completamente spalancate, che consentono a chiunque il libero passaggio verso gli ambienti interni dell’immobile pubblico. Oltre all’intrusione fisica e alla violazione del bene, i residenti sottolineano con grande rammarico anche il danno subito dai murales artistici che caratterizzano le pareti esterne della casa cantoniera, pesantemente sfregiati da atti vandalici. Si tratta di un degrado visivo e strutturale che incide direttamente sulla vivibilità e sul valore estetico di un’area frequentata quotidianamente da centinaia di sportivi, famiglie e passeggiatori che percorrono l’asse ciclabile.
Le ipotesi dei residenti: cartoni, giacigli e presenze prolungate
La rottura dei punti d’accesso non sembra essere una semplice bravata passeggera, ma l’inizio di una potenziale situazione critica per la sicurezza di chi frequenta il parco. Le testimonianze apparse nei dibattiti di quartiere evidenziano come la struttura fosse già da tempo un’osservata speciale, con il sospetto di presenze non autorizzate al suo interno che si trascinerebbero ormai da diverse settimane.
Alcune segnalazioni parlano anche della presenza di materiali di fortuna, come cartoni, coperte e suppellettili varie ammassate negli spazi interni, elementi che lasciano presumere l’allestimento di veri e propri bivacchi di fortuna per trascorrere la notte.
Con il calo delle temperature stagionali, l’ipotesi formulata da diversi cittadini, è che la struttura forzata sia diventata un punto d’appoggio informale per ripararsi dal freddo, trasformando uno spazio pubblico valorizzato, in un luogo privo di qualsiasi controllo sanitario e normativo.
Il rischio che l’immobile violato diventi un covo per il malaffare
Al di là della necessità di riparo, ciò che allarma maggiormente la comunità di Monte Mario è la prospettiva che l’edificio incontrollato diventi terreno fertile per attività illecite, o un nascondiglio sicuro per la microcriminalità di zona.
La presenza di uno stabile abbandonato, forzato e liberamente accessibile lungo il margine di un percorso ciclopedonale crea inevitabilmente un’area d’ombra pericolosa. Senza una barriera fisica solida e in assenza di un presidio costante, lo spazio di via Monfortani corre il serio rischio di tramutarsi in un punto di ritrovo privo di regole, suscettibile di attrarre traffici non consentiti o bivacchi permanenti.
Per gli abitanti della zona, lasciare l’immobile in questo stato di totale vulnerabilità significa esporre il quartiere a un progressivo decadimento della sicurezza percepita e reale, con potenziali ripercussioni negative sulla tranquillità delle abitazioni limitrofe e dei passanti.
La richiesta urgente di controlli e immediata messa in sicurezza
Di fronte a questo quadro, la richiesta che si solleva a gran voce dalla cittadinanza è chiara, diretta e priva di toni polemici inutili: servono verifiche tempestive e interventi risolutivi da parte delle autorità competenti.
Le istituzioni preposte e le forze dell’ordine sono state sollecitate in queste ore a effettuare i necessari sopralluoghi tecnici per verificare lo stato effettivo dei luoghi, identificare eventuali presenze abusive ed eliminare i rischi legati all’accessibilità indisturbata dell’immobile.
La priorità assoluta indicata dai residenti è la chiusura immediata di tutti i varchi forzati e il completo ripristino delle barriere di sicurezza dell’ex casa cantoniera, prima che l’occupazione impropria si consolidi nel tempo. Mettere in sicurezza la struttura di via Monfortani significa tutelare l’incolumità del quartiere e preservare un patrimonio urbano che deve tornare a essere un bene per la collettività.


















