Più di 433.000 articoli sequestrati, un hotel abusivo scoperto, lavoratori in nero. I controlli della Guardia di Finanza hanno passato al setaccio le zone a più alta densità commerciale del Municipio I di Roma, all’Esquilino. Il bilancio racconta un’area dove le regole saltano spesso.
Sequestrati 433mila articoli fuorilegge nei controlli della GdiF all’Esquilino: contestate violazioni fiscali nell’84% delle verifiche
In campo i militari del I Gruppo Roma e dei reparti della Capitale, affiancati dai “Baschi Verdi” e dalle unità cinofile. Nel mirino contraffazione, lavoro sommerso, evasione fiscale e abusivismo ricettivo, fenomeni che in una zona a forte vocazione commerciale trovano terreno fertile. Le Fiamme Gialle dovevano anche proteggere i marchi registrati, fermare i prodotti pericolosi per la salute e ispezionare alberghi e strutture extralberghiere, per riportare sicurezza e concorrenza leale.
Scontrini mai trasmessi, canone mai pagato
Il dato più duro riguarda il commercio. Su 58 controlli, 49 si sono chiusi con una contestazione: oltre l’84 per cento. Corrispettivi non memorizzati né trasmessi, canone Rai speciale non versato. Una percentuale di irregolarità che ben evidenzia la portata del fenomeno.
Il nero e l’hotel di copertura
Otto gli accertamenti sul lavoro. A un primo esame sono emersi 3 lavoratori totalmente in nero, senza contratto né coperture previdenziali e assicurative, e altri 10 irregolari.
Nel settore ricettivo la scoperta più singolare: un hotel abusivo, mascherato da tre SCIA presentate per attività extralberghiere. Al responsabile è stata contestata una sanzione di oltre 6.600 euro. Altri due verbali, per 2.000 euro complessivi, riguardano posti letto oltre il numero autorizzato.
Non sono pratiche burocratiche. Troppi letti vogliono dire norme antincendio violate e ospiti esposti al rischio in caso di emergenza, spesso con l’obbligo di segnalazione alla Pubblica Sicurezza aggirato. Il resto lo fa il sommerso, che altera il mercato a danno di chi lavora in regola.
Merce fuori controllo
Sette controlli sul mercato, oltre 433.000 articoli tolti dagli scaffali. Per 416.000 prodotti è scattato il sequestro amministrativo: violavano il Codice del Consumo, perché privi delle informazioni obbligatorie e trasparenti per chi compra. Altri 17.200 articoli circa erano contraffatti e 150 riportavano segni mendaci. I responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.
Il rischio non riguarda solo i negozianti onesti, costretti a confrontarsi con una spietata concorrenza sleale. La merce che sfugge ai controlli di filiera, infatti, può nascondere materiali tossici, componenti elettrici insicuri, difetti strutturali pericolosi. E intanto alimenta il sommerso e i circuiti della criminalità.


















