Cittadini e istituzioni si mobilitano per evitare uno sfratto dell’Inps a Dragoncello: la famiglia avrà una casa del Comune

Cittadini e istituzioni trattano con l’ente per rinviare uno sfratto dell’Inps e Dragoncello e garantire un tetto agli assegnatari di una casa comunale non ancora disponibile

Cittadina e istituzioni si sono mobilitati per evitare uno sfratto dell’Inps a Dragoncello, quartiere situato alle porte del litorale romano, nei confronti di una famiglia che pur essendo già assegnataria di una casa del Comune di Roma Capitale rischiava di restare senza un tetto con il freddo in arrivo e le precarie condizioni di salute della donna titolare del diritto a una nuova abitazione.

Cittadini e istituzioni trattano con l’ente per rinviare uno sfratto dell’Inps e Dragoncello e garantire un tetto agli assegnatari di una casa comunale non ancora disponibile

Questa mattina siamo stati al suo fianco, insieme all’Assessore al bilancio del X municipio Giuseppe Sesa e alcuni abitanti, per chiedere il rinvio dello sfratto di qualche mese.

L’intervento congiunto ha permesso di ottenere un’indispensabile proroga da parte dell’INPS, ente pubblico proprietario dell’immobile, scongiurando lo sfratto esecutivo previsto per oggi, mercoledì 4 novembre.

L’assegnazione di una casa comunale

Un rinvio fondamentale che garantirà il tempo necessario per completare il cosiddetto passaggio “da casa a casa”: entro pochi mesi, infatti, alla famiglia verrà assegnato un alloggio alternativo attraverso un bando predisposto dall’amministrazione capitolina.

“La vicenda riporta sotto i riflettori un’emergenza abitativa sempre più diffusa nella Capitale e rappresenta una delle tantissime realtà vulnerabili che non dispongono delle risorse economiche per accedere al mercato privato della locazione”, ha sottolineato il consigliere municipale Marco Possanzini di Avs.

“Senza garanzie sufficienti per un mutuo e spesso bollati come inquilini a rischio morosità, questi nuclei si trovano nell’impossibilità materiale di firmare un nuovo contratto d’affitto, scivolando in una condizione di profonda fragilità”.

La mancanza di misure di tutela

In questo scenario, non mancano le dure critiche verso la gestione centrale del problema. Le istituzioni locali puntano il dito contro la scelta del Governo di azzerare i fondi per la morosità incolpevole e di operare tagli drastici alle risorse destinate ai Comuni per il welfare. In questo modo, viene rimarcato, le difficoltà di accesso alla casa per difficoltà economiche viene declassata a semplice questione di ordine pubblico, anziché essere affrontata con le necessarie politiche d’ausilio sociale.

“Le mille solitudini che oggi affrontano un provvedimento di sfratto non devono essere lasciate sole nel loro dramma”, incalza Possanzini che ritiene necessario “bloccare le esecuzioni degli sfratti, partendo proprio da tutti gli immobili di proprietà degli enti pubblici, la cui missione originaria dovrebbe rimanere ancorata alla tutela e al sostegno della comunità”.