Ha toccato anche la Capitale l’attacco hacker su scala europea che nelle scorse ore ha mandato in tilt la catena del freddo in diversi punti vendita e supermercati italiani facendo schizzare le temperature. Tre le attività commerciali colpite nell’area di Roma e dintorni — nei quartieri di Colli Aniene e Ardeatino, oltre a un terzo punto vendita nei pressi di Riano — a cui si aggiunge un quarto esercizio a Sabaudia, in provincia di Latina.
Colpiti dagli hacker tre supermercati nella Capitale e uno a Sabaudia. Il ghiaccio sciolto ha distrutto quintali di alimenti
Il raid informatico ideato da hacker ha alterato da remoto le impostazioni dei frigoriferi trasformandoli in veri e propri forni, con temperature che hanno superato i 50 gradi e causato la perdita di tonnellate di alimenti andati a male.
Il racconto dai market romani: «Una scena surreale»
Nei punti vendita colpi a Roma e dintorni si tenta faticosamente di tornare alla normalità dopo una giornata di chiusura forzata. Fuori dai negozi ieri campeggiavano bustoni e bancali colmi di surgelati, yogurt, pasta fresca, formaggi e affettati pronti per lo smaltimento, in attesa dei sopralluoghi di Asl e assicurazioni.
«Quando siamo entrati lunedì mattina sembrava tutto normale, poi abbiamo visto l’acqua a terra», raccontano nel market colpito a Colli Aniene.
Nel quartiere Ardeatino la scena è stata analoga: il ghiaccio si era sciolto e i prodotti galleggiavano nell’acqua calda.
Più contenute le perdite a Riano, dove i gestori hanno comunque dovuto chiudere l’attività per valutare i danni.
L’incursione nel resto d’Italia

Il raid tra Roma e Latina rappresenta solo una porzione di un blitz cibernetico coordinato che ha coinvolto oltre una dozzina di punti vendita in tutta Italia.
Incursioni analoghe si sono verificate in Veneto, in Sicilia (con tre supermercati Conad colpiti a Catania, Messina e Palermo), a Sassari e a Silvi Marina, in Abruzzo.
In quest’ultimo caso, i cyberpirati sono riusciti a penetrare nella VPN aziendale attorno alle 3 di notte, impostando i termostati a livelli impossibili per far schizzare le temperature interne oltre i 40 gradi.
L’allarme del Viminale e le ipotesi di guerra ibrida
L’episodio ha fatto scattare immediatamente l’allarme ai vertici delle istituzioni nazionali. «Siamo preoccupati — ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi —. È un’iniziativa coordinata a livello europeo, con un contenuto di un’ostilità evidente».
Palazzo Chigi ha precisato che l’impatto in Italia è stato comunque limitato grazie ai sistemi di protezione aggiornati della maggior parte della rete distributiva, escludendo rischi per la salute dei cittadini.
Mentre Polizia Postale e Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) cercano di ricostruire la regia dell’attacco, la vicenda è finita sul tavolo del Copasir: l’ipotesi principale è quella di un atto di guerra ibrida orchestrato da attori statali esteri, con il sospetto puntato sui servizi segreti russi. Resta fermo il monito di Coldiretti: «La sicurezza del cibo è ormai una questione di difesa nazionale».




















