
Due richiami alimentari riguardano i filetti di tonno surgelati Selezione Più, venduti nei supermercati IN’s Mercato. Le segnalazioni indicano la possibile presenza di istamina in quantità superiore ai limiti consentiti dalla legge e interessano due lotti distinti, entrambi venduti in confezioni da 250 grammi.
Nuovo richiamo alimentare per tonno surgelato contenente istamina oltre i limiti previsti dalla normativa di legge. Quali dati controllare nelle confezioni e cosa fare se avete comprato i lotti interessati
I consumatori che avessero acquistato i prodotti indicati devono evitare di consumarli e restituirli al punto vendita, dove potranno chiedere la sostituzione o il rimborso. È importante controllare il numero di lotto riportato sulla confezione, perché gli avvisi riguardano specifici prodotti e non l’intera gamma.
Nello specifico, il primo prodotto interessato è rappresentato dai filetti di tonno surgelati “Selezione Più”, venduti in confezioni da 250 grammi e identificati dal lotto 76504-01-001. Il richiamo riguarda tutte le date di scadenza.
Il prodotto è realizzato da Jude Foods India Private Limited, nello stabilimento situato in 230/1 North Thamaraikulam, India. Il motivo della segnalazione è la possibile presenza di istamina oltre i limiti consentiti.
Chi ha acquistato questa confezione deve non consumare il prodotto e riportarlo al supermercato per ottenere la sostituzione o il rimborso. Tutti i dettagli sono riportati nella scheda ufficiale del richiamo pubblicata da IN’s Mercato.
Il richiamo riguarda anche un’altra confezione di filetti di tonno surgelati Selezione Più da 250 grammi, identificata dal lotto 14714720726 e con termine minimo di conservazione fissato al 31 dicembre 2027.
In questo caso il produttore è I. Schroeder KG (GmbH & Co.), mentre lo stabilimento di produzione è Kramer Fish, in Middelgrondon 1, 8321 Urk, nei Paesi Bassi. Anche per questo prodotto la motivazione indicata è la possibile presenza di istamina in quantità superiore ai limiti di legge.
La raccomandazione per i consumatori è la stessa: non mangiare il prodotto e riportarlo al punto vendita per la sostituzione o il rimborso. Le informazioni complete sono consultabili nella scheda ufficiale del Ministero della Salute relativa al lotto 14714720726.
Cosa fare se si è acquistato uno dei prodotti richiamati
Chi ha acquistato i filetti di tonno Selezione Più, in casi come questo deve sempre controllare con attenzione il numero di lotto stampato sulla confezione e confrontarlo con quelli indicati negli avvisi.
I prodotti interessati sono il lotto 76504-01-001, per il quale sono coinvolte tutte le date di scadenza, e il lotto 14714720726, con termine minimo di conservazione al 31 dicembre 2027.
Se la confezione corrisponde a uno dei due prodotti segnalati, non mai bisogna consumarla, per proteggere la propria salute, anche se l’aspetto e l’odore sembrano del tutto normali e commestibili.
Il prodotto deve essere restituito al supermercato, seguendo le indicazioni previste per ottenere il rimborso o la sostituzione della confezione di tonno oggetto del richiamo alimentare.
È inoltre importante ricordare che il richiamo riguarda i lotti specificati e non automaticamente tutti i filetti di tonno della stessa marca.
Istamina nel tonno: cos’è e quali rischi comporta
A proposito della motivazione che ha portato al richiamo di questi prodotti, l’istamina è una sostanza presente naturalmente nell’organismo umano, ma può formarsi anche in alcuni alimenti, soprattutto nei prodotti ittici (pesce e affini). Tra le specie maggiormente coinvolte rientrano tonno, sgombro, sardine e acciughe.
Nel pesce può svilupparsi quando alcuni batteri trasformano l’istidina, un amminoacido naturalmente presente nei tessuti.
Una conservazione non adeguata e il mancato rispetto delle temperature previste possono favorire la proliferazione batterica e la conseguente formazione di istamina.
L’ingestione di quantità elevate di istamina può provocare un’intossicazione alimentare conosciuta come sindrome sgombroide.
I sintomi possono comparire rapidamente e comprendono arrossamento della pelle, vampate di calore, prurito, orticaria, mal di testa, nausea, vomito, diarrea e palpitazioni.
Nei casi più gravi possono comparire anche difficoltà respiratorie e disturbi circolatori, che richiedono un intervento medico urgente. Se si manifestano sintomi dopo aver consumato un alimento interessato da un richiamo, è opportuno rivolgersi a un medico, specificando quale prodotto è stato ingerito.
Un aspetto da non sottovalutare è che l’istamina non è necessariamente riconoscibile dall’aspetto, dall’odore o dal sapore dell’alimento. Inoltre, una volta formata, è resistente al calore: la cottura e il congelamento non sono in grado di eliminarla.
Per questo motivo, un prodotto richiamato per possibile presenza di istamina oltre i limiti non deve essere consumato né utilizzato per preparare altri piatti.
Fare attenzione ai numeri di lotto
I due richiami riguardano lo stesso marchio e la stessa tipologia di prodotto, ma identificano due lotti differenti e due diversi produttori. Il primo è stato realizzato in India, mentre il secondo proviene da uno stabilimento nei Paesi Bassi.
In entrambi i casi, la motivazione è la possibile presenza di istamina oltre i limiti consentiti dalla legge. Le comunicazioni non indicano una causa certa della contaminazione e non consentono di attribuirla a una specifica fase della produzione o della conservazione.

















