Alle origini della fede, viaggio tra storia e mistero: ultimi giorni per la mostra al Castello di Giulio II

La mostra In Hoc Signo racconta le prime comunità cristiane attraverso reperti archeologici, simboli e testimonianze storiche

Nella foto il portale del Castello di Giulio II a Ostia Antica - foto di Elisa Palchetti canaledieci.it

A Ostia Antica il viaggio alle origini del cristianesimo entra nella sua ultima fase. La mostra “In hoc Signo”. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto”, allestita negli appartamenti papali del Castello di Giulio II, resterà visitabile fino a sabato 21 novembre 2026. È l’occasione conclusiva per scoprire un’esposizione che ricostruisce, attraverso reperti archeologici e testimonianze storico-artistiche, la trasformazione religiosa e culturale di un territorio centrale nella storia del Mediterraneo.

La mostra “In Hoc Signo” racconta le prime comunità cristiane attraverso reperti archeologici, simboli e testimonianze storiche

La mostra, curata da Alessandro D’Alessio, Dario Daffara e Cristina Genovese, accompagna il pubblico tra il III secolo dopo Cristo e l’Alto Medioevo. Il racconto parte da un contesto nel quale convivevano culti differenti e segue la progressiva affermazione del cristianesimo tra Ostia, Portus e l’Isola Sacra. Non si tratta soltanto di una successione di credenze: gli oggetti e gli edifici esposti mostrano come la nuova fede abbia modificato la vita quotidiana, gli spazi pubblici e privati, i luoghi di sepoltura e l’identità delle comunità locali.

Il titolo “In Hoc Signo”, che significa, dal latino “In questo segno”, richiama la celebre frase latina “In hoc signo vinces” (“Con questo segno vincerai”), legata alla visione dell’imperatore Costantino prima della battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C.

Il nome della mostra richiama proprio i simboli cristiani che, tra Ostia e Porto, testimoniano la diffusione della nuova fede e il cambiamento della società.

Attraverso reperti archeologici, oggetti quotidiani, testimonianze funerarie e resti delle prime basiliche, l’esposizione racconta come il cristianesimo abbia trasformato la vita e l’identità delle antiche comunità del territorio

Reperti, simboli e luoghi di culto: le tracce di una trasformazione

Tra i materiali presentati compaiono lucerne, anelli e suppellettili domestiche che riportano il chrismon, il monogramma cristiano.

Sono tutte testimonianze concrete della diffusione del nuovo simbolo nella vita di tutti i giorni. Il percorso affronta anche le pratiche funerarie, attraverso contenitori in vetro con iscrizioni in lettere d’oro, chiamati refrigeria, utilizzati durante i banchetti in memoria dei defunti.

Uno dei nuclei più significativi riguarda i luoghi di culto sorti nel territorio dopo il IV secolo. A Ostia, con la fine delle persecuzioni e la libertà di professare la nuova religione, l’imperatore Costantino promosse la costruzione di una grande basilica dedicata ai santi Pietro, Paolo e Giovanni Battista, oggi al centro di nuove indagini archeologiche. A Portus e nell’area dell’Isola Sacra sono documentate altre importanti basiliche, tra cui quella ad corpus dedicata al martire Ippolito.

Il reperto che più richiama l’attenzione è una tavola marmorea decorata con figure degli Apostoli e del Giardino dell’Eden. I suoi frammenti furono scoperti nel 1862 nell’area delle Terme del Mitra e, grazie a un prestito della Banca d’Italia, sono tornati a Ostia per la prima volta dopo oltre un secolo e mezzo. La mostra propone inoltre approfondimenti sugli scavi della basilica costantiniana e sulle più recenti indagini antropologiche condotte nei distretti di Ostia e Porto.

Ultimi giorni al Castello di Giulio II: date, orari e biglietti

L’esposizione è ospitata negli appartamenti papali del Castello di Giulio II, in piazza della Rocca, nel cuore del borgo di Ostia Antica. L’ultimo giorno di apertura è sabato 21 novembre 2026. Nel periodo invernale il castello è aperto dal martedì alla domenica, dalle 10.30 alle 16.30, con ultimo ingresso alle 16, mentre il lunedì è chiuso.

La visita alla mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso al Castello, che costa 6 euro per l’intero e 2 euro per i giovani dell’Unione Europea tra 18 e 25 anni. Sono previste gratuità per le categorie aventi diritto secondo le disposizioni del Parco archeologico. Non è quindi un appuntamento a ingresso libero: per accedere all’esposizione occorre acquistare il titolo di visita al monumento.

Per informazioni aggiornate, dettagli sulle modalità di accesso e acquisto dei biglietti è possibile consultare la pagina ufficiale della mostra e la scheda del Castello di Giulio II. La chiusura del 21 novembre rende queste ultime settimane l’occasione conclusiva per conoscere da vicino le testimonianze delle prime comunità cristiane nate e sviluppatesi tra Ostia e Porto.

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