Duplice omicidio di Villa Pamphili: chiesto l’ergastolo per Kaufmann. Il pm: «Narcisista e freddo»

Chiesto l'ergastolo per Francis Kaufmann per gli omicidi di Villa Pamphili. Il pm in aula: «È capace di intendere e volere». Il 5 novembre la sentenza

Richiesta dell’ergastolo per l’orrore di Villa Pamphili. La Procura di Roma non ha dubbi e chiede il massimo della pena: ergastolo con tre anni di isolamento diurno per Francis Kaufmann. Il cittadino americano è sul banco degli imputati con l’accusa di aver massacrato la compagna Anastasia Trofimova e la loro figlioletta Andromeda, di appena un anno, i cui corpi furono rinvenuti nel giugno dello scorso anno all’interno del parco di Villa Pamphili.

Chiesto l’ergastolo per Francis Kaufmann per gli omicidi di Villa Pamphili. Il pm in aula: «È capace di intendere e volere». Il 5 novembre la sentenza

Nell’aula della prima Corte d’Assise, l’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Antonio Verdi ha ricostruito i contorni di una tragedia atroce. Per i magistrati di piazzale Clodio si è trattato di un duplice omicidio aggravato da futili e abietti motivi, dalla minorata difesa delle vittime, dal legame affettivo con la donna e dal rapporto di discendenza con la bambina, oltre all’accusa di occultamento di cadavere. Esclusi i problemi psichiatrici. 

La drammatica ricostruzione in aula

Duplice omicidio di Villa Pamphili: chiesto l'ergastolo per Kaufmann. Il pm: «Narcisista e freddo» 1

Toccante e crudo il passaggio della requisitoria in cui il pm Verdi ha ricordato il momento del sopralluogo, rievocando l’impatto emotivo di quella chiamata giunta durante un turno di guardia: «Faccio il magistrato da 30 anni, ma una telefonata del genere nessun pm vorrebbe mai riceverla.

Anche con la corazza che ci si costruisce negli anni, ritrovare una bimba di nemmeno un anno morta supera la più pessimistica delle aspettative.

Quando sono arrivato sul posto ho visto quel corpicino nudo: sembrava una bambola abbandonata. Poi un agente mi ha avvisato che a poca distanza c’era il corpo di una donna. Erano entrambe svestite».

L’identikit dell’imputato: «Un manipolatore lucido»

Nel descrivere il profilo psicologico dell’imputato — fuggito in Grecia subito dopo i delitti e poi catturato —, l’accusa ha tracciato un ritratto privo di ombre:

«Kaufmann è un uomo freddo, lucido, un manipolatore e un narcisista patologico, ma perfettamente capace di intendere e di volere. Ha una personalità spiccata, ma è un impostore».

Un’abilità manipolatoria che, secondo la ricostruzione del pm, l’uomo avrebbe usato anche in precedenza con le forze dell’ordine, quando fu fermato per strada ubriaco insieme alla piccola: «Se in quel contesto fosse stato fatto un lavoro diverso, forse la bambina oggi sarebbe ancora viva», ha chiosato il magistrato.

Il movente e la svolta del processo

Secondo la ricostruzione dell’accusa, Kaufmann avrebbe prima ucciso la compagna Anastasia. Solo in un secondo momento si sarebbe reso conto che la piccola Andromeda rappresentava ormai soltanto «un fardello, un peso di cui sbarazzarsi», decidendo così di togliere la vita anche a lei e abbandonare i due corpi nel verde del parco romano.

La parola passa ora alla difesa, che interverrà nella prossima udienza fissata per il 5 novembre. Al termine dell’arringa, i giudici si ritireranno in camera di consiglio per emettere la sentenza.