Pannelli di legno sulle vetrate, le serrande pronte ad abbassarsi e le forze dell’ordine schierate nelle strade del centro. Roma oggi, sabato 24 ottobre, si prepara a una giornata di tensione per i cortei di contestazione in centro: si teme che, con infiltrati, possano trasformarsi in occasioni di scontro, danneggiamenti e saccheggi. A pesare sul clima sono le violenze registrate lo scorso fine settimana a Milano, Torino, Bologna, Brescia e Bergamo, insieme ai messaggi circolati sui social.
Dopo le violenze registrate a Milano, la Capitale si prepara a una giornata di tensione. Le grandi maison proteggono le vetrine con pannelli di legno. In campo migliaia di agenti
In via Condotti le grandi maison hanno installato pannelli di legno davanti alle vetrine. Da Dior a Gucci, da Prada a Cartier, passando per Saint Laurent, Chaumet e Pomellato, sono numerosi i marchi che hanno scelto di proteggere gli spazi espositivi. Bottega Veneta ha schermato tutte e quattro le vetrine, mentre protezioni sono comparse anche lungo via del Corso davanti ai negozi Swatch, Longines e Tissot.

Tra piazza Venezia, via del Corso, il Tridente e via Nazionale, i commercianti si preparano a chiudere in caso di pericolo. «Le persone hanno diritto a manifestare, il pericolo sono gli infiltrati che possono generare caos e violenza», spiega Claudia Sermoneta, titolare di Sabò Birkenstock in via Cesare Battisti. La decisione è già presa: «Chiudiamo. Perché la vita viene prima di qualsiasi cosa».
Altri esercenti si mostrano più fiduciosi nella capacità delle forze dell’ordine di prevenire incidenti. Ma la preoccupazione resta, soprattutto per il rischio che eventuali episodi isolati possano innescare disordini più estesi.
Il rischio delle contro-mobilitazioni
A preoccupare la Questura non è soltanto l’eventuale presenza di gruppi intenzionati a provocare disordini durante le manifestazioni. Sotto osservazione ci sono anche possibili contro-mobilitazioni, con persone che potrebbero raggiungere il centro per affrontare presunti responsabili di danneggiamenti.
L’attenzione degli investigatori è rivolta anche ad ambienti sportivi potenzialmente in grado di catalizzare iniziative autonome. Digos e Polizia postale monitorano social e chat per individuare segnali utili alla gestione dell’ordine pubblico e ricostruire eventuali spostamenti di gruppi.
Particolare attenzione è riservata a piazza del Popolo e piazzale Flaminio, snodi sensibili per l’afflusso di persone verso il centro.
L’obiettivo è impedire che un episodio ai danni di un negozio possa innescare reazioni a catena e scontri tra gruppi contrapposti.
Cortei e piazze, programma modificato
La giornata sarà complicata anche dalle modifiche al programma delle manifestazioni. Il Movimento 17 ottobre ha annunciato che i luoghi di concentramento comunicati nei giorni scorsi, compreso il Circo Massimo a Roma, non saranno più validi. Gli attivisti prevedono di comunicare tre punti di ritrovo alle 14.30, dai quali i partecipanti si muoveranno verso un’unica piazza, da indicare alle 15.30.
Tra gli appuntamenti previsti figura la mobilitazione antimilitarista e contro la Nato, con piazza della Repubblica come snodo centrale e i Fori Imperiali come destinazione.
In mattinata, alle 10.30, è inoltre previsto il corteo di Azione Universitaria nel quartiere Prati, da piazza della Libertà a piazza Risorgimento.
Migliaia di agenti in campo
Il piano di sicurezza prevede controlli rafforzati nel centro storico e nei luoghi esposti a grandi assembramenti. In campo migliaia di operatori tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia penitenziaria, con il supporto della polizia locale. Circa 300 agenti della Municipale saranno impegnati nei servizi legati alle manifestazioni e alla viabilità.
Droni ed elicotteri contribuiranno al monitoraggio dall’alto. Sorvegliati speciali saranno piazza del Popolo, piazza Venezia, via del Corso e tutto il Tridente, oltre a stazioni, centri commerciali e università. L’ambasciata statunitense ha invitato i propri connazionali a evitare cortei e grandi assembramenti.
Il conto economico delle proteste
Accanto alla sicurezza, resta il problema delle perdite per le attività commerciali. Massimo Bertoni, presidente di Federmoda Confcommercio Roma e titolare della boutique Socrate in via Nazionale, riferisce che l’ultimo corteo è costato il 60% degli incassi. «Questa volta potremmo perdere anche di più», avverte.

















