Rogo all’autosalone e bomba sotto casa dei titolari: cosa sta succedendo a Roma Est

Dalla deflagrazione di una bomba sotto casa a Lunghezza al rogo all'autosalone sulla Prenestina: l'ombra della faida che terrorizza Roma est alza il tiro

Il danni del rogo appiccato all'autosalone a Roma est

Prima la deflagrazione di una bomba che sventra la cancellata di un’abitazione. E più o meno negli stessi minuti le fiamme che divorano il parco auto di un’autosalone a pochi chilometri di distanza. La notte di fuoco vissuta a Roma Est alle prime ore di oggi 20 ottobre non è un episodio di microcriminalità isolato, ma l’ultimo capitolo di una faida che ormai fa paura. Un doppio attacco coordinato e spietato che porta con sé i tratti inconfondibili delle intimidazioni di stampo mafioso.

Dalla deflagrazione di una bomba sotto casa a Lunghezza al rogo all’autosalone sulla Prenestina: l’ombra della faida che terrorizza Roma est alza il tiro

La sequenza parte nel cuore della notte a Lunghezza, in via Fano Adriano. Un ordigno ad alto potenziale esplode davanti all’ingresso della villa dei proprietari di una nota concessionaria di zona.

Lo scoppio è fortissimo: devasta le strutture della recinzione e sveglia di soprassalto l’intero quartiere. Nemmeno il tempo per le forze dell’ordine di effettuare i primi rilievi e mettere in sicurezza l’area, che scatta il secondo allarme.

Sono circa le 3:50 del mattino quando la centrale operativa riceve la chiamata d’emergenza per un incendio in via Prenestina 1649, in zona Colle del Sole. A bruciare è proprio l’autosalone riconducibile alla stessa famiglia colpita dall’ordigno.

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Parte delle auto bruciate nell’autosalone

L‘intervento dei Vigili del Fuoco del distaccamento di La Rustica, giunti sul posto con un’autobotte, evita che il rogo si propaghi alle strutture adiacenti, ma il bilancio è pesante: nove automobili e un furgone parcheggiati nel piazzale esterno vengono completamente distrutti dal fuoco.

Sugli episodi indagano gli agenti della Polizia di Stato. La matrice dolosa e la pista dell’intimidazione trasversale appaiono prive di dubbi: colpire l’abitazione privata prima dell’attività commerciale serve a inviare un messaggio preciso e terrificante alle vittime.

Dalle bombe carta ai colpi di pistola: l’escalation

Ma cosa sta succedendo davvero a Roma Est? Per capire la portata dell’attacco della notte scorsa occorre allargare lo sguardo. Negli ultimi due mesi il quadrante orientale della Capitale si è trasformato in una polveriera. Gli investigatori parlano apertamente di un “salto di qualità” nella catena dei blitz intimidatori: dalla strategia dei roghi e delle bombe carta si è passati anche all’uso delle armi da fuoco.

I segnali si rincorrono da settimane. Soltanto pochi giorni fa, all’alba di sabato 17 ottobre, via Casilina è stata teatro di una sparatoria all’altezza del civico 570, a Torpignattara, dove una raffica di colpi è esplosa al culmine di una rissa fuori da un locale già noto alle forze dell’ordine.

Appena trentasei ore prima, la sera di giovedì 15 ottobre, un agguato in piena regola si era consumato nel parcheggio tra via Don Primo Mazzolari e via Caterina Usai, a Ponte di Nona: S.C., 31 anni e precedenti per stupefacenti, è stato affiancato da un’auto e “gambizzato” a freddo con cinque colpi di pistola alle gambe. Soccorso e trasportato al Policlinico di Tor Vergata, di fronte ai Carabinieri ha scelto la strada del silenzio, protetto dal muro di omertà del quartiere.

La regia criminale: il vuoto di potere dopo i Senese

Colpire commercianti, concessionarie e pusher fa parte della stessa grammatica della paura: inviare segnali trasversali per riaffermare l’egemonia sul territorio. Prima di stanotte, le spie d’allarme si erano già accese con i due ordigni esplosi contro un autonoleggio sulla Casilina, con la bomba del 3 ottobre lanciata contro la concessionaria di due fratelli già scampati a un agguato nel 2021, e con le esplosioni tra Cinecittà e San Basilio.

Dietro questa scia di violenza gli inquirenti intravedono una regia ben precisa: la fine della storica “pax mafiosa” e la corsa al riassetto dei poteri. Per decenni l’organizzazione guidata da Michele Senese avrebbe garantito un ferrea stabilità a Roma.

Oggi, sotto il colpo ripetuto delle inchieste giudiziarie che hanno smantellato l’organizzazione, quella presa si è allentata. È in questo vuoto di potere che si stanno inserendo le nuove leve e i gruppi emergenti: piccole gang spietate disposte a tutto pur di ridisegnare la mappa di chi comanda a Roma, a partire da Roma est.