Cibo deperibile abbandonato sotto il sole sulle bancarelle di fortuna, preparazioni alimentari prive di qualsiasi refrigerazione e quintali di merce recuperata direttamente dai cassonetti della spazzatura. Questo il risultato delle ultime operazioni della Polizia Locale a Roma, che hanno messo a nudo le condizioni igieniche drammatiche in cui operava una vasta rete di commercio abusivo.
Maxi operazione degli agenti dello SPE: sequestrata merce da rovistaggio nei cassonetti e cibo ad alto rischio sanitario. Indagini su parmigiano, tonno e salumi di marca
Un’offensiva a tutto campo contro il degrado urbano e la vendita illegale ha mobilitato fin dalle prime luci dell’alba gli uomini del Comando Generale della Polizia Locale di Roma Capitale. Gli agenti appartenenti all’Unità Sicurezza Pubblica ed Emergenziale si sono presentati con un blitz a sorpresa nei punti nevralgici del quadrante est della città.
Particolarmente delicata è apparsa la situazione riscontrata in piazza delle Gardenie, dove l’intervento tempestivo delle pattuglie ha sorpreso i venditori abusivi prima che la merce potesse essere del tutto piazzata ai passanti.
Nello specifico, gli operanti hanno recuperato circa cinque metri cubi di materiale di vario tipo: capi di abbigliamento, accessori e minutaglia ammassati sull’asfalto, in gran parte provenienti da attività di rovistaggio tra i rifiuti della Capitale.
I banchi clandestini e le sanzioni da 10mila euro
L’azione di contrasto si è spostata in contemporanea lungo via del Quadraro, dove gli agenti dello SPE hanno individuato ulteriori sei metri cubi di materiali esposti per la vendita. Durante i controlli sono stati sorpresi e fermati due banchi del tutto sprovvisti di licenze e autorizzazioni commerciali.
Gli operanti hanno provveduto a contestare immediatamente le violazioni amministrative scattate a carico degli esercenti abusivi, con sanzioni per un ammontare complessivo che ha superato la quota di 10mila euro.
I dettagli raccapriccianti sui 500 chili di cibo
Ciò che ha suscitato il maggior sconcerto tra gli operanti è stato il capitolo relativo alla sicurezza alimentare, emerso con drammatica evidenza durante i controlli eseguiti nell’area di Porta Portese Est e presso la stazione di Roma Termini, in piazza dei Cinquecento.
Gli agenti, in collaborazione con i colleghi del I Gruppo Centro, si sono trovati di fronte a oltre 500 chilogrammi di prodotti alimentari messi in vendita senza alcuna precauzione. Tra la merce sequestrata figuravano pasti precucinati e già porzionati, pronti all’acquisto e destinati al consumo immediato, conservati su banchetti improvvisati completamente privi di sistemi di refrigerazione, di protezioni igieniche e di idonea conservazione.
Indagini sulla provenienza dei prodotti alimentari di marca
Accanto ai piatti pronti deperibili, i controlli hanno portato al sequestro di enormi quantitativi di generi confezionati di note marche commerciali. Centinaia di confezioni di parmigiano, salumi, tonno in scatola, caffè e confezioni di cioccolato stazionavano sulle bancarelle abusive in condizioni igieniche precarie.
Sulla provenienza di questo materiale alimentare, è stata aperta un’articolata attività d’indagine da parte degli inquirenti: le forze dell’ordine ipotizzano infatti che i prodotti di marca possano essere il frutto di furti sistematici e spaccate ai danni di supermercati e magazzini della distribuzione. I controlli incrociati degli agenti sono attualmente in corso per risalire ai canali di rifornimento e alle filiere dello spaccio alimentare abusivo.
Il bilancio complessivo dei sequestri e la beneficenza
I rilievi eseguiti tra il capolinea della metropolitana Anagnina, l’area Togliatti-Severini, via delle Cave Ardeatine e viale Ostiense, hanno tracciato il quadro di un mercato sommerso imponente. Nel complesso, gli interventi della Polizia Locale hanno portato alla rimozione di oltre venti metri cubi di merce fuorilegge e al sequestro di più di 1500 articoli tra abbigliamento, bigiotteria e profumi.
Per quanto riguarda la merce non alimentare e ritenuta idonea, il Comando ha confermato che i capi d’abbigliamento e gli oggetti utilizzabili verranno messi a disposizione delle associazioni benefiche e dei volontari per l’assistenza alle persone bisognose.

















