L’avanzata inarrestabile della Vespa Orientalis nella provincia di Roma rischia di provocare una crisi ecologica e di sicurezza pubblica. L’allarme lanciato dall’etologo Andrea Lunerti documenta una vera e propria invasione negli apiari: gli alveari vengono sistematicamente assediati e le api, per reazione, diventano estremamente aggressive anche verso l’uomo.
Esperto documenta il disastro negli apiari della provincia: “Attacchi di vespa orientalis per fare scorta di proteine. Api che difendono il nido, sono un pericolo anche per noi”
L’espansione della Vespa Orientalis nel territorio della provincia romana e nei quartieri della Capitale ha raggiunto livelli di guardia. Se durante la stagione estiva le segnalazioni riguardavano per lo più i nidi individuati nei palazzi, nei sottotetti e nei cavi delle tapparelle del centro urbano, il mese di ottobre sta registrando l’impatto più devastante sulle zone rurali e sugli apiari dell’area metropolitana.
Come spiegato dall’etologo e zoofilo Andrea Lunerti, ci si trova davanti a “un disastro annunciato”: un’avanzata oramai capillare che sta portando alla distruzione progressiva delle colonie di impollinatori e a forti perdite per l’apicoltura locale.
L’assedio agli alveari per la caccia alle proteine
Il fenomeno trova una spiegazione biologica ben precisa proprio nell’inizio dell’autunno. In questo periodo dell’anno, le regine di Vespa Orientalis richiedono un apporto proteico imponente prima dell’inverno.
Gli sciami di vespe prendono d’assalto gli alveari, predando le api direttamente in volo o decapitando gli esemplari per asportarne il torace. Questa pressione costante paralizza le famiglie di api: impaurite dalla presenza dei predatori all’ingresso dell’arnia, le operaie smettono di uscire per la ricerca di cibo e nettare. Il risultato è la morte lenta dell’intero alveare, condannato a morire di fame all’interno della propria casa.
L’Iper-aggressività delle api e i rischi per la popolazione
Oltre al danno ambientale ed economico, l’allarme di Lunerti riguarda le conseguenze dirette per la popolazione locale. Sotto il continuo attacco della Vespa Orientalis, le api cambiano radicalmente comportamento: la reazione di stress e autodifesa le porta a diventare fino a dieci volte più aggressive rispetto al normale.
Questo rende estremamente rischioso il passaggio di passanti, contadini o escursionisti vicino a cavità naturali, muri a secco, alberi o strutture che ospitano sciami spontanei. In un momento di forte agitazione, le api percepiscono qualsiasi presenza umana o animale come una minaccia immediata al nido, attaccando in massa.
Un’emergenza senza soluzione immediata
Le immagini girate sul campo al “Rifugio del Lupo” mostrano arnie letteralmente assediate e sciami di api in stato di massimo allarme pronti a scagliarsi anche contro gli operatori protetti da tute speciali. Secondo l’esperto, l’assenza di piani di contenimento efficaci ed esecutivi, rischia di compromettere la sopravvivenza stessa dell’apicoltura nel Lazio.
Senza un monitoraggio costante e senza interventi mirati per l’individuazione e la rimozione dei grandi nidi sotterranei o urbani di Vespa Orientalis, l’avanzata di questo insetto alieno continuerà a mettere a dura prova sia la biodiversità del territorio romano che la sicurezza dei cittadini.


















