Il futuro di bici e monopattini in sharing a Roma prende forma. Non si tratta più soltanto delle linee guida approvate dal Campidoglio: il Comune ha avviato la procedura per scegliere gli operatori che potranno gestire il servizio nei prossimi anni. Nel dettaglio, il passaggio è stato formalizzato con la Determinazione Dirigenziale QG/1803 del 24 settembre 2026, che ha approvato l’Avviso pubblico per la selezione degli operatori di micromobilità condivisa. La procedura riguarda i servizi con monopattini a propulsione prevalentemente elettrica e biciclette a pedalata assistita.
Sharing a Roma, nuove regole per bici e monopattini: cosa cambia per il servizio e la mobilità nella Capitale
Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro le ore 15 del 26 ottobre 2026. Sarà quindi questa procedura a definire il nuovo assetto dello sharing nella Capitale. Le autorizzazioni avranno una durata di tre anni, con la possibilità di proroga nei limiti previsti dall’avviso.
La novità più significativa non riguarda però soltanto il numero degli operatori. Il Campidoglio sta introducendo un sistema nel quale la disponibilità dei mezzi, il loro posizionamento e il comportamento delle società saranno sottoposti a controlli continui e misurabili.
Più controlli e regole precise per chi gestisce il servizio
Il nuovo modello prevede fino a tre operatori per i monopattini e tre per le biciclette. La città stabilisce inoltre dove i mezzi dovranno essere presenti e introduce un equilibrio diverso tra centro e periferia.
Nelle zone centrali vengono fissati limiti massimi alla presenza dei mezzi, mentre nelle aree periferiche vengono previste densità minime. L’obiettivo dichiarato è evitare che lo sharing si concentri esclusivamente nelle zone con maggiore domanda e rafforzarne invece la funzione di collegamento con il trasporto pubblico.
Un ruolo importante viene assegnato alle stazioni della rete metro-ferroviaria. Gli operatori potranno ottenere una valutazione migliore se garantiranno una presenza lungo le principali direttrici e nei nodi di interscambio, così da favorire gli spostamenti dell’ultimo miglio.
Cambia anche il modo in cui Roma intende affrontare il problema dei mezzi lasciati in strada. La chiusura del noleggio sarà collegata alla verifica fotografica del corretto parcheggio e le applicazioni dovranno impedire di terminare la corsa nelle aree dove la sosta non è consentita.
I mezzi lasciati in posizione irregolare dovranno essere rimossi entro sei ore dalla segnalazione. Il sistema prevede inoltre controlli automatici sulla distribuzione delle flotte, con rilevazioni effettuate durante la giornata da Roma Servizi per la Mobilità.
Ed è proprio sul fronte dei controlli che il nuovo modello introduce una delle modifiche più rilevanti. Le violazioni degli obblighi previsti possono determinare sanzioni progressive, fino alla sospensione del servizio e, nei casi più gravi previsti dalle regole, alla decadenza dell’autorizzazione. Prima dei provvedimenti è comunque prevista una fase di contraddittorio con gli operatori.
Anche la flotta dovrà rispettare requisiti precisi. I mezzi immessi in servizio non potranno avere più di 24 mesi di anzianità, mentre gli operatori dovranno garantire una disponibilità minima della flotta differenziata tra periodo estivo e invernale. Sono inoltre previsti obblighi sulla gestione delle batterie e sull’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili.
Un altro capitolo a parte riguarda invece gli abbonati annuali Metrebus Zona A. Il nuovo sistema prevede per loro una tariffa agevolata presso gli operatori, con verifica della titolarità dell’abbonamento attraverso Roma Servizi per la Mobilità. L’obiettivo è rendere l’integrazione tra trasporto pubblico e micromobilità più semplice e automatizzata.
Il nuovo assetto arriva mentre il servizio attuale attraversa la fase di transizione. Per i monopattini è stata infatti prevista una proroga fino al 31 ottobre, proprio per garantire continuità mentre procede la nuova procedura.
Il calendario, dunque, è già delineato: il 26 ottobre 2026 è la scadenza per gli operatori interessati, poi toccherà alla valutazione delle candidature e alle successive autorizzazioni. Roma si prepara così a passare da un sistema basato sull’attuale affidamento a un modello nel quale presenza sul territorio, integrazione con il trasporto pubblico, decoro e controlli diventano elementi centrali del servizio.


















