Tentativo di scippo ai danni dell’attore comico Enzo Salvi vittima, questa mattina lunedì 14 settembre a Ostia intorno alle 11.00, di un’aggressione perpetrata sul Lungomare Paolo Toscanelli.
Tentativo di scippo ai danni di Enzo Salvi, il racconto dell’attore comico ancora una volta critico per la situazione di degrado in cui versa il Lido di Roma
Salvi aveva appena posteggiato davanti all’ex colonia Vittorio Emanuele per un appuntamento quando alle sue spalle si è palesata una presenza che aveva messo gli occhi sulla catenina da cui pendeva un ciondolo a forma di picche con due orme canine incise sulla parte anteriore.
“Ho avuto appena il tempo di voltarmi e mi sono ritrovato faccia a faccia con uno straniero di origini nordafricane che stava tentando di strapparmi il monile dal collo. D’istinto gli ho bloccato il braccio con la mano”, racconta Salvi.
La reazione è stata comunque efficace perché il malvivente ha desistito subito dalle sue intenzioni anche se sul collo di Salvi è rimasto il segno di un graffio.
Solo l’ultima di una serie di proteste
L’attore ha ritenuto opportuno non denunciare l’episodio alle forze dell’ordine anche se rilevante dal punto di vista penale, essendo riuscito a conservare il possesso della catenina con tutto il suo valore soprattutto di carattere affettivo.

Non è la prima volta che Salvi, da sempre affezionato cittadino lidense, si spende per il decoro e la tutela della legalità a Ostia. L’ultima volta, agli inizi del mese di giugno, aveva manifestato tutto il suo sconcerto per gli atti vandalici che avevano presi di mira lo storico stabilimento balneare “La Vittoria” situato sul lungomare di Ostia Ponente.
Lo scempio delle strutture dello storico stabilimento La Vittoria
La struttura era stata posta sotto sequestro all’inizio del mese dopo l’intervento della polizia locale di Roma Capitale e della Guardia Costiera sulla scorta di una denuncia per occupazione abusiva dell’area demaniale presentata dal Campidoglio. Poi l’assalto notturno da parte di ignoti.
Sei cabine devastate, vetrate mandate in frantumi e arredi distrutti. Uno scempio che non si sa ancora se riconducibile a un gesto vandalico oppure a un’effrazione da parte di chi poi avrebbe utilizzato le pertinenze come rifugio di fortuna per la notte.
In quell’occasione a dare voce all’incredulità e all’amarezza di chi aveva visto quanto accaduto era stato proprio Enzo Salvi, la cui famiglia frequenta lo stabilimento da tre generazioni: “State rovinando Ostia, ci siamo rotti di stare nelle mani degli incapaci!“, aveva urlato non contro le forze dell’ordine, ma contro l’amministrazione capitolina. “Questo è il risultato. Chiudono gli stabilimenti, ma poi non mettono la vigilanza. Non danno neanche la possibilità di proteggere agli ex gestori. E’ una vergogna”.
Il timore, condiviso da molti residenti, era proprio che l’abbandono forzato lasciasse la struttura alla mercé della criminalità e del degrado.
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