Pomezia diventa, per tre giorni, la capitale mondiale della pizza. Arriva in città “Pizza World Cup 2026″, ventiquattresima edizione del campionato internazionale dedicato ai professionisti del settore. L’edizione di quest’anno porta il nome di Napoli Edition, un omaggio alla città che ha contribuito a fare della pizza un patrimonio della cultura culinaria italiana nel mondo.
“Pizza World Cup” porta al Centro Congressi Selene di Pomezia pizzaioli professionisti da tutto il mondo, con 22 categorie di gara e un’edizione speciale dedicata a Napoli
Dal 29 settembre al 1° ottobre 2026, il Centro Congressi Selene di Pomezia ospita la manifestazione. Pizzaioli professionisti in arrivo da ogni continente, 36 nazioni rappresentate, 22 categorie di gara. Tecnica, tradizione, creatività, innovazione: tutto converge in un unico confronto internazionale.
A organizzare l’evento sono MF Mario Folliero, l’Associazione Professionale Pizza Style School, l’Unione Pizzaiuoli Tradizionali e Ristoratori e il Museo della Pizza Folliero — realtà che da anni lavorano sulla formazione professionale, sulla tutela della cultura della pizza e sulla valorizzazione della figura del pizzaiolo, in Italia e all’estero.
Napoli protagonista, anche fuori dal forno
Il legame con Napoli non si esaurisce nel nome dell’edizione. La città diventa anche il filo conduttore di una tela artistica dedicata ai futuri Campioni del Mondo, parte di un progetto che intreccia pizza e linguaggio artistico. Più che una semplice immagine celebrativa, la tela punta a rappresentare qualcosa di preciso: il filo che collega i nuovi campioni al patrimonio storico e culturale da cui la pizza, nei decenni, ha costruito la propria fama internazionale.e.
Il cuore della competizione
29 e 30 settembre: due giorni, 22 categorie, un solo grande banco di prova. Si va dalla pizza più classica alle tecniche di lavorazione più recenti. Ci sono le specialità legate al territorio, e ci sono le prove dedicate all’abilità professionale dei concorrenti.
36 Paesi in gara raccontano bene una cosa: la pizza è ormai un terreno comune, capace di far dialogare culture e scuole professionali diversissime tra loro. Una competizione in senso stretto, ma anche un punto d’incontro — tra chi cucina, chi produce, chi insegna, chi studia il settore da dentro.
Il 1° ottobre cambia registro
Chiuse le gare, il terzo giorno guarda avanti. I riflettori si spostano sui nomi appena incoronati Campioni del Mondo, e l’obiettivo smette di essere la classifica per diventare altro: raccontare chi sono questi professionisti, da dove arrivano, quale percorso li ha portati fin lì. Il titolo, in questa logica, non è un punto d’arrivo — è uno strumento, utile a chi lo vince per farsi conoscere e crescere nel settore.
Ventiquattro anni di Pizza
Ventiquattro edizioni di Pizza World Cup non sono un numero qualunque. Dietro c’è una storia fatta di generazioni diverse di pizzaioli, incontri internazionali ripetuti nel tempo, un mestiere che si è evoluto pur restando fedele alle proprie radici. La Napoli Edition prova a tenere insieme questi due poli — da un lato la tradizione di dove tutto è cominciato, dall’altro i professionisti che oggi portano la pizza in giro per il mondo, reinventandola senza tradirla.




















