Trovare una banconota da cinquanta euro incastrata sotto il tergicristallo, proprio dove di solito ci si aspetta di trovare il foglietto azzurro di una multa, può sembrare un inaspettato colpo di fortuna. Un piccolo regalo del destino, o magari un misterioso risarcimento. In realtà, dietro quel pezzo di carta si nasconde una delle trappole più insidiose e collaudate del momento, un fenomeno che sta crescendo rapidamente a Roma Nord e che sta alimentando un preoccupante tam-tam di segnalazioni sui social network.
La banconota esca nei parcheggi dei supermercati per rubare borse in pochi secondi. Come funziona il tranello e le regole per difendersi
Il copione si ripete identico nei parcheggi di quartiere e davanti ai grandi supermercati. L’automobilista sale a bordo, appoggia con naturalezza la borsa, lo smartphone o il portafoglio sul sedile del passeggero e, una volta avviato il veicolo o appena prima di farlo, nota la banconota ben bloccata dal vetro anteriore.
A quel punto la tentazione di scendere per recuperare il denaro prende il sopravvento sulla prudenza. Basta un attimo di distrazione: il tempo di fare pochi passi e un complice entra in azione dall’altro lato dell’abitacolo per sgraffare la borsa, oppure si infila direttamente al posto di guida per scappare via con l’intera vettura.
Dalla banconota alla bottiglia sotto la ruota
La fantasia dei malviventi, del resto, non si ferma qui. Nello stesso scenario rientra la classica bottiglia di plastica incastrata sotto una ruota: quel rumore improvviso e anomalo che si avverte partendo spinge l’autista a frenare e a scendere per verificare il danno, lasciando inevitabilmente la portiera aperta e l’auto incustodita.
Come difendersi dalla trappola
Difendersi è possibile, a patto di disinnescare la fretta e la curiosità. La regola d’oro è non cedere mai all’impulso di scendere subito per recuperare il denaro: se proprio si vuole verificare, conviene mettersi prima in marcia e allontanarsi dal parcheggio. Se invece la discesa dall’auto è inevitabile, bisogna ricordarsi di chiudere le portiere con le chiavi ben strette in mano, trattando quel falso regalo come il campanello d’allarme che in realtà è.


















