Poliziotti picchiati in pieno centro a Roma e aggressore subito libero: la protesta del Coisp (VIDEO)

La violenta reazione nei confronti dei poliziotti picchiati resta impunita, il giudice lo rimette in libertà

Due poliziotti picchiati con sette giorni di prognosi ciascuno, e un uomo arrestato per aggressione, resistenza, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale che, poche ore dopo la convalida del fermo, viene rimesso immediatamente in libertà.

La violenta reazione nei confronti dei poliziotti picchiati resta impunita, il giudice lo rimette in libertà

L’episodio, avvenuto venerdì mattina scorso 4 agosto in via Cavour a Roma, riaccende le polemiche sulla sicurezza delle forze dell’ordine e sull’efficacia delle misure restrittive nei confronti di chi usa violenza contro le divise.

L’approccio soft degli agenti

L’operazione è stata condotta dai poliziotti del Commissariato Viminale, che dopo aver invitato un uomo di origini nordafricane ad alzarsi dalla pubblica via sono stati aggrediti in un crescendo di violenza durante le fasi successive dell’arresto scattate per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

La violenta reazione

Condotto davanti al Tribunale di Roma per il giudizio per direttissimo, l’aggressore ha visto la convalida del provvedimento da parte del giudice, che ha tuttavia disposto la sua immediata scarcerazione. Una decisione che ha suscitato la ferma e dura reazione del Coisp, il Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia.

Non è più rinviabile una domanda fondamentale: in questo Paese si può ancora fare il poliziotto e pretendere che chi aggredisce un agente ne risponda concretamente?” dichiara in una nota il Segretario Generale Domenico Pianese, del Coisp, denunciando quanto accaduto nella Capitale.

Criticità da risolvere

Secondo il rappresentante sindacale, la vicenda mette in luce una criticità sistemica non più tollerabile.

Non è più accettabile che aggressioni di questa gravità nei confronti dei poliziotti finiscano nei fatti senza alcuna immediata conseguenza restrittiva per chi le commette“, prosegue Pianese.

Non si tratta soltanto di una questione che riguarda noi poliziotti, perché chi dimostra una simile capacità di violenza rappresenta un problema di sicurezza per chiunque possa trovarsi sulla strada, compresi i cittadini“.

La denuncia delle forze di polizia

Ciò che è accaduto nella capitale ripropone un problema denunciato da tempo dalle organizzazioni di categoria: la frustrazione degli operatori sul campo di fronte a un sistema giudiziario che vanifica gli sforzi operativi.

Non si può chiedere alle forze di polizia di intervenire, esporsi, affrontare soggetti violenti e rischiare la propria incolumità per poi assistere alla loro immediata rimessa in libertà“, conclude la nota del sindacato, che chiede tutele reali e certezze operative per gli agenti impegnati quotidianamente nel controllo del territorio.

E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata, ovvero rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.