Sequestro a Ostia per un debito di droga: spacciatore di Tor Bella Monaca picchiato in piazza Gasparri (VIDEO)

Cinque misure cautelari chiudono l'inchiesta sul sequestro a Ostia, tra pestaggi, minacce e connessioni criminali con Tor Bella Monaca

Sequestrato in piazza Gasparri, a Ostia, per un debito di 1.500 euro con un gruppo criminale di Tor Bella Monaca. È la vicenda che ha coinvolto uno spacciatore, finito nei guai per un ammanco di alcune dosi di crack e rifugiatosi a Ostia in cerca di riparo. Le indagini emerse fin qui collegano il caso a due diverse piazze di spaccio, quella lidense e quella nel quadrante est della Capitale. In manette tre persone, accusate a vario titolo di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni aggravate e violenza privata.

Cinque misure cautelari chiudono l’inchiesta sul sequestro a Ostia, tra pestaggi, minacce e connessioni criminali con Tor Bella Monaca

Tre in carcere, due con divieto di dimora. I Carabinieri della Compagnia di Roma-Ostia hanno eseguito il provvedimento all’alba, su ordinanza firmata dal Gip del Tribunale di Roma e delega della Procura, Direzione Distrettuale Antimafia. L’indagine porta la firma del Nucleo Operativo della Compagnia di Ostia, coordinata dalla DDA capitolina.

Riconosciuto nella piazza sbagliata

Trent’anni, ritenuto legato a un gruppo criminale attivo nello spaccio a Tor Bella Monaca: è lui l’uomo scappato a Ostia in cerca di riparo. Pensava di aver trovato un rifugio. Si sbagliava. Viene riconosciuto da chi gestisce la piazza di spaccio di Gasparri, storicamente terreno d’influenza del clan Spada. Lo bloccano, lo immobilizzano, lo percuotono. Poi lo rinchiudono in un locale a piano terra, sotto sorveglianza costante.

Non finisce lì. Gli aggressori avvertono il gruppo di Tor Bella Monaca, che arriva al Lido per prelevare la vittima e portarla via. Il piano salta solo grazie all’intervento tempestivo di una pattuglia dei Carabinieri.

Le minacce dopo l’aggressione

Il sequestro dura poco, la paura resta. Nei giorni successivi uno degli aggressori si riavvicina alla vittima. Il messaggio è chiaro: stai zitto. Nessuna denuncia, nessun contatto con le forze dell’ordine.

Gli investigatori lavorano in fretta. Bastano poche settimane per identificare cinque indagati, quattro nordafricani e un albanese, tutti intorno ai vent’anni. Il loro ruolo nelle piazze di spaccio di Ostia e Tor Bella Monaca emerge con chiarezza dagli elementi raccolti.

Due piazze, un solo affare

Gli approfondimenti investigativi aprono uno scenario più ampio. Piazza Gasparri e Tor Bella Monaca non sono mondi separati. Gli inquirenti documentano cointeressi e connessioni criminali stabili tra le due zone, entrambe da anni snodi dello spaccio al dettaglio nella Capitale.

Il covo sequestrato, di nuovo

Parallelamente all’ordinanza cautelare, i Carabinieri eseguono un decreto di sequestro preventivo sull’immobile dove l’uomo era stato tenuto segregato. Un locale a uso commerciale, occupato abusivamente e trasformato in abitazione. Di fatto, un punto d’appoggio nella disponibilità del gruppo criminale.

Non è la prima volta che finisce nel mirino. Durante precedenti blitz antidroga era già stato sequestrato, con tanto di muro eretto per murarne l’accesso. Il gruppo lo aveva rioccupato abbattendo quella stessa porzione di muratura.