Una maschera di gomma che emerge dal buio, la minaccia di un coltello alla gola e una fuga disperata dopo aver svuotato la cassa di una sala Bingo. È la sintesi di una serata di terrore vissuta nel quadrante nord-est di Roma, sfociata poi in un maxi-sequestro di droga.
Un’aggressione fulminea al cassiere del Bingo per un bottino di 38mila euro sotto la minaccia del coltello: decisiva la testimonianza dell’addetto delle pulizie che ha inseguito il bandito mascherato
La sequenza degli eventi si apre con uno scenario da incubo all’interno dell’attività commerciale, una sal da Bingo frequentata da tantissime persone appassionati del noto gioco, nel quadrante nord-est della Capitale.
Qui un uomo con il volto completamente travisato da una grottesca maschera in lattice, ha fatto irruzione nel locale armato di un affilato coltello. Impugnando l’arma bianca e minacciando direttamente il cassiere, il rapinatore si è fatto consegnare l’ingente somma di circa 38mila euro in contanti, per poi svanire a tutta velocita verso l’uscita.
A tradire il criminale è stata tuttavia una “firma visiva” che non è sfuggita all’occhio delle telecamere di videosorveglianza dell’impianto: un paio di scarpe da ginnastica dal design particolare. Quel dettaglio sulle calzature ha immediatamente riacceso la memoria di alcuni dipendenti della sala bingo, che avevano notato un cliente abituale aggirarsi con atteggiamento sospetto all’esterno dell’edificio pochi momenti prima dell’aggressione.
L’inseguimento e il travestimento gettato tra i rifiuti
A rendere ancora più inquietante e al contempo decisiva la ricostruzione dell’episodio è stato il coraggio dimostrato da un addetto alle pulizie del locale. L’operaio ha incrociato il rapinatore proprio sulla porta mentre questi guadagnava la via di fuga con il bottino.
E così con coraggio e senza farsi notare, l’impiegato ha deciso di seguirlo a distanza lungo la strada, assistendo a una scena chiave: il malvivente si è liberato della maschera in lattice gettandola all’interno di un cassonetto dei rifiuti poco distante.
Quel tentativo di cancellare le tracce del travestimento si è rivelato la sua condanna. Le ricerche sferrate dagli agenti dei Falchi della VI Sezione della Squadra Mobile, insieme al Commissariato Vescovio, si sono concentrate nel quartiere di Pietralata.
Qui il 54enne è stato intercettato e bloccato: ai piedi calzava ancora le stesse identiche scarpe da ginnastica registrate dalle telecamere. Nella tasca dei suoi pantaloncini i poliziotti hanno rinvenuto il coltello utilizzato per il colpo, una dose di cocaina e una parte dei contanti.
L’odore acre e il deposito della droga al fresco
Ma è all’interno dell’abitazione dell’uomo che gli investigatori si sono trovati di fronte a una scoperta ancora più inquietante. Varcata la soglia dell’appartamento, gli agenti sono stati investiti da un fortissimo e acre odore di sostanza stupefacente. Seguendo la scia olfattiva, le forze dell’ordine hanno scoperto un vero e proprio magazzino clandestino destinato allo stoccaggio della droga.
In totale sono stati sequestrati oltre 13 kg di hashish, suddivisi in panetti contraddistinti da grafiche personalizzate, affiancati dal materiale necessario per la pesatura e il confezionamento delle dosi. Tra i dettagli più singolari emersi durante l’ispezione, la modalità di conservazione scelta dall’uomo: oltre 250 grammi di sostanza erano tenuti letteralmente al fresco all’interno di una borsa termica da viaggio.



















