Una finta casa in affitto in Olanda trasformata in una trappola digitale da 3.300 euro ai danni di un giovane studente romano. La truffa è stata scoperta dai Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Bologna, che hanno denunciato due persone e bloccato le somme sui conti per restituirle al ragazzo
Prima la trappola in rete, poi la fuga del finto agente immobiliare che sparisce dopo il bonifico dello studente romano
Un progetto di vita, studio o lavoro all’estero trasformato improvvisamente in un incubo economico e burocratico a causa di una trappola informatica ordita sul web. La vicenda ha preso il via quando un ragazzo romano di 22 anni, bisognoso di un alloggio a Utrecht per motivi di studio e lavoro, si è imbattuto in un allettante annuncio immobiliare pubblicato su una nota piattaforma social.
Interessato all’appartamento in Olanda, il giovane ha avviato i contatti con un sedicente referente immobiliare. La trattativa è poi proseguita lontano dai canali ufficiali, spostandosi su un’applicazione di messaggistica istantanea dove il finto intermediario è riuscito ad acquisire la totale fiducia del ragazzo, definendo i dettagli del contratto e convincendolo a versare la somma complessiva di 3.300 euro per bloccare la casa.
2. Il versamento di 3.300 euro e l’improvvisa sparizione del truffatore
Una volta ottenuto il bonifico dell’intero importo pattuito per l’affitto dell’immobile, il sedicente agente immobiliare ha mostrato la sua vera natura criminale. L’uomo si è reso immediatamente irreperibile, interrompendo qualsiasi tipo di comunicazione sulle chat di messaggistica, cancellando i contatti e senza mai consegnare le chiavi dell’appartamento o fornire indicazioni reali sull’alloggio olandese. Compreso di essere stato vittima di un raggiro ben orchestrato, il ventiduenne romano si è presentato presso gli uffici della Stazione dei Carabinieri di Roma Piazza Bologna per sporgere formale denuncia, fornendo ai militari tutti i dettagli della conversazione e le ricevute dei trasferimenti di denaro inviati al falso interlocutore.
Le indagini bancarie dei Carabinieri e l’individuazione dei due responsabili
Ricevuta la denuncia, i Carabinieri della Stazione di Roma Piazza Bologna hanno fatto scattare immediatamente gli accertamenti investigativi di carattere economico-finanziario per ricostruire i flussi di denaro. Analizzando la tracciabilità dei trasferimenti bancari effettuati dalla vittima, i militari sono riusciti a ricostruire la rotta esatta seguita dalla somma di 3.300 euro e ad incrociare i dati dei conti correnti di destinazione su cui erano confluite le somme truffate.
L’attività investigativa ha permesso di risalire ai reali intestatari dei rapporti finanziari, portando alla formalizzazione della denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti di due persone, un uomo di 57 anni e una donna di 79 anni, ritenuti responsabili del reato di frode informatica in concorso.
Il blocco dei conti correnti e il recupero delle somme da restituire al ventiduenne
Oltre all’identificazione dei due presunti autori della frode, l’azione tempestiva dei Carabinieri di Piazza Bologna ha consentito di mettere in sicurezza il capitale sottratto con l’inganno al giovane romano. I militari dell’Arma hanno infatti richiesto e ottenuto il blocco cautelativo immediato dei rapporti finanziari e dei conti correnti su cui erano confluite le somme illecite.
Questa mossa strategica ha impedito che i due denunciati potessero prelevare o far sparire l’intero bottino, consentendo di sequestrare le somme ancora giacenti sui depositi. I fondi recuperati e congelati dalla polizia giudiziaria verranno così interamente restituiti al legittimo proprietario, azzerando il danno economico patito dallo studente ventiduenne.




















